Abuso di mezzi correttivi Maestra del nido assolta

31 Gennaio 2016

L’educatrice era accusata di aver tappato la bocca di un bimbo con lo scotch L’incubo è finito, la Corte d’Appello conferma il verdetto di primo grado

SANSALVO. L'incubo è finito. Ha rischiato una severa condanna e l'ostracismo, ma venerdi i giudici della Corte d'Appello dell'Aquila hanno confermato la sentenza di primo grado assolvendola dall'accusa di abuso dei mezzi di correzione.

La maestra era accusata di aver cercato di far tacere un bimbo di due anni chiudendogli la bocca con il nastro adesivo, un reato per il quale i genitori del piccolo avevano chiesto l'applicazione dell’articolo 571 del codice penale. Nei casi più gravi il codice prevede che la pena possa arrivare a sei anni di reclusione.

Grazie alla determinazione del suo difensore, l’avvocato Raffaele Giacomucci e al gruppo di mamme che si è dichiarato solidale con lei, la Corte aquilana ha confermato la sentenza emessa in primo grado nel 2013. L’imputata è stata assolta. Il nome dell'insegnante nonostante l'assoluzione è coperto dal riserbo per tutelare la privacy del bambino che all’epoca dei fatti, nel 2009, aveva solo due anni e oggi ne ha nove. Il bambino era stato iscritto dai genitori a un asilo privato di San Salvo. Il bambino era sempre stato tranquillo nè si era mai lamentato con mamma e papà del comportamento della maestra.

Un giorno, però, un familiare dei genitori entrando a scuola, preoccupato dal pianto del piccolo, decise di vedere cosa stesse accadendo in aula. Il testimone ha rivelato di avere visto la maestra che strattonava il piccolo e si accingeva a chiudergli la bocca con lo scotch. La maestra è finita nei guai. Per anni ha negato e giurato di avere solo avvicinato il nastro adesivo alla bocca del piccolo senza tuttavia avere alcuna intenzione di utilizzarlo.

Il bambino venne ritirato dall’asilo e il padre presentò una denuncia contro la maestra per abuso dei mezzi di correzione costituendosi parte civile. L’accusata è finita davanti ai giudici. Il 14 maggio 2013 il giudice Michelina Iannetta l'ha assolta. La parte civile ha presentato ricorso in appello. Venerdi la sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila ha ribadito l'innocenza dell'insegnante. Soddisfatto l'avvocato Giacomucci. «Se davvero fosse stata una donna violenta la sua indole e i suoi metodi educativi si sarebbero manifestati anche con gli altri bambini e i piccoli avrebbero tradito la paura per quella insegnante».