Abusò della nipote, condannato

8 Marzo 2017

L’accusa: palpeggiò il seno e usò altre violenze alla bimba di nove anni. Patteggia 2 anni e otto mesi

LANCIANO. Lui era il nonno, lei la nipotina. Lui aveva 64 anni, lei era una bimba di nove anni. Anzichè allietare di sorrisi la vita della nipote, le avrebbe palpeggiato il seno, e non solo, almeno tre volte tra il 2007 e il 2009. Per quella violenza il nonno oggi, dieci anni dopo i fatti, ha patteggiato due anni e 8 mesi di reclusione. È una storia di degrado morale e sociale quella emersa nell’aula del tribunale di Lanciano.

Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi, l’uomo avrebbe approfittato della bambina quando questa lo andava a trovare a casa. Almeno in tre occasioni, tra il 2007 e il 2009, il nonno paterno le avrebbe palpeggiato il seno e usato altre violenze. La piccola di quegli episodi non ha mai raccontato nulla ai genitori. Forse un ritardo psichico, che non le permetteva di rendersi conto bene di quello che accadeva, e il fatto di avere una famiglia sgretolata, seguita dalle assistenti sociali, non l’ha certo aiutata. La bambina non ha mai raccontato nulla neanche a scuola, alle insegnanti o a qualche amichetta. Ha tenuto tutto dentro fino ad un paio di anni fa, quando ha confidato gli abusi alle assistenti sociali. E sono state loro a sporgere denuncia. Seppure fossero trascorsi già sette anni dai fatti, si è comunque proceduto, vista la gravità dell’accusa. La ragazza, ormai 17enne, è stata anche ascoltata in ambiente protetto ed è stata ritenuta attendibile. Ha confermato le accuse, gli episodi traumatici di cui, forse, si è resa conto successivamente. Il nonno, rappresentato dall’avvocato Giorgio Di Giorgio, ha respinto le accuse. Il legale ha inquadrato la vicenda in un contesto di degrado culturale e sociale, di ignoranza più che di appetiti sessuali. Prima di toccarle il seno il nonno aveva fatto delle battute, imbarazzanti, sul fatto che la bambina stesse crescendo. Oggi, 19enne, ha ascoltato la condanna del nonno, a casa del quale, dopo quegli episodi, non era comunque più andata. L’anziano ha scelto il patteggiamento, per evitarsi un processo ormai a 74 anni. Il giudice Marina Valente lo ha condannato a due anni e 8 mesi di reclusione.

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