Abusò di un ragazzino: finisce in carcere

Enrico Scarinci condannato in via definitiva per violenza sessuale su un 15enne: deve scontare 3 anni, 2 mesi e 28 giorni
CHIETI. Il conto definitivo da pagare con la giustizia è arrivato dopo poco più di due anni dagli abusi sessuali consumati al parco fluviale, alle spalle del centro commerciale Megalò. È finito in carcere Enrico Scarinci, 53 anni di Crecchio, accusato di aver violentato un quindicenne adescato online. Ieri pomeriggio, a seguito della conferma in Cassazione dei cinque anni e mezzo di reclusione già inflitti dal Tribunale di Chieti e dalla Corte d’appello dell’Aquila, i carabinieri della stazione di Ortona hanno notificato al condannato l’ordine di esecuzione della pena firmato dal pubblico ministero Giuseppe Falasca. Scarinci è stato dunque arrestato e rinchiuso nella casa circondariale di Madonna del Freddo: ai domiciliari dal 21 giugno 2021, gli restano da scontare in cella 3 anni, 2 mesi e 28 giorni. Il difensore, l’avvocato Antonio Tenaglia, presenterà istanza al tribunale di sorveglianza per tentare di ottenere la detenzione domiciliare.
A occuparsi delle indagini, coordinate dal pubblico ministero Marika Ponziani, sono stati i carabinieri della stazione di Chieti Principale e del nucleo operativo e radiomobile. Per ricostruire l’episodio avvenuto all’interno del parco fluviale di Santa Filomena bisogna tornare indietro all’estate del 2021. In base alla denuncia, Alessandro (nome di fantasia) viene contattato su “Romeo”, un sito di incontri, da un utente che si fa chiamare Dino e ha come immagine del profilo quella di un giovane di 18, al massimo 19 anni. I due si accordano per un appuntamento. A un certo punto Alessandro ci ripensa e vuole disdire. Ma l’interlocutore lo minaccia, dicendo al quindicenne che rivelerà la sua omosessualità ai genitori. Il ragazzino va nel panico e, il 7 giugno, si sente costretto ad accettare l’appuntamento nel parcheggio della chiesa del Tricalle. Qui scopre che le sue paure sono fondate, perché alla guida della macchina trova un cinquantenne. Alessandro è terrorizzato: temendo che quell’uomo possa concretizzare le minacce, accetta di salire sull’auto. Scarinci si dirige al parco fluviale, l’area verde abbandonata alle spalle del centro commerciale più grande d’Abruzzo. Per la vittima, costretta ad avere un rapporto sessuale, sono attimi di terrore. Dopo un po’, però, Scarinci è costretto ad andare via perché arriva un’altra auto e, probabilmente, ha paura di essere scoperto. Passa ancora qualche minuto e il cinquantenne, che viaggia ad alta velocità, in via Casalbordino finisce contro l’utilitaria guidata da una donna. Alessandro approfitta dell’incidente per catapultarsi fuori dall’auto, scappare e raggiungere la caserma dei carabinieri. Dopo qualche giorno, Scarinci finisce agli arresti domiciliari.
Il resto è storia recente. Con la procura che ha emesso l’ordine di carcerazione perché, nei casi di violenza sessuale, ricorre l’ipotesi del divieto di sospensione dell’esecuzione delle pene detentive brevi.
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