Acciuffato un componente della “banda del buco”
Incastrato dalle impronte, 29enne romeno sarebbe uno della gang che rubava nelle abitazioni anche di notte
VASTO. É stato identificato per 5 volte e anche arrestato per furto e rapina. Ogni volta con un nome diverso. Da qualche mese aveva un nome nuovo e un nuovo documento d'identità che gli permetteva di muoversi indisturbato. Era convinto che nessuno si sarebbe accorto del raggiro. É stato tradito dalle impronte. Sile Marian Comardici, 29 anni, di nazionalità romena , espulso dall'Italia su disposizione della Prefettura di Siracusa a gennaio 2014, è stato incastrato grazie al metodo Afis, automatic fingerprint identification delle impronte. L'uomo è stato arrestato lunedi pomeriggio dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto su ordine del sostituto procuratore Enrica Medori. L'accusa è "concorso in furto in abitazione con diverse aggravanti". Secondo i carabinieri l'uomo sarebbe uno dei componenti la " banda del buco", la gang che durante i mesi estivi ha messo a segno diversi furti nel centro storico e alla Marina. Gli accertamenti tecnici e di laboratorio, non lasciano dubbi ed hanno inchiodato il ventinovenne. «Sile Marian Comardici stava per lasciare l'Italia, anche perché su di lui gravava un provvedimento di espulsione», spiega il maggiore Giancarlo Vitiello comandante dei carabinieri di Vasto. Da stabilire quale fosse il ruolo di Comardici nella banda. I militari, hanno scoperto che la gang dei furti si recava spesso in Romania. «Probabilmente per "piazzare" la merce rubata», azzardano gli investigatori. La banda ha sempre agito di notte. La tecnica era sempre la stessa: dopo aver fatto un foro vicino alla serratura della porta della vittima di turno riuscivano ad entrare negli appartamenti con estrema facilità. Anche quando gli occupanti dormivano. Il metodo usato ha fatto guadagnare al gruppo il nome di "Banda del Buco". L'arresto del romeno non è il capolinea della indagini ma il punto di partenza. I carabinieri stanno cercando di identificare i complici del ventinovenne. Come faceva Comardici a cambiare nome con tanta facilità? Chi lo aiutava? Sono alcuni dei quesiti cui gli investigatori stanno cercando di dare risposte. Molto probabilmente si tratta di connazionali ma non è esclusa la presenza di basisti locali. Gli sviluppi della vicenda si annunciano clamorosi.Domani Sile Marian Comardici dovrebbe comparire davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. Il difensore, avvocato Antonio Boschetti lo ha incontrato ieri ma per il momento preferisce non rilasciare dichiarazioni. (p.c.)
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