Accoglienza ai migranti Gli studenti si dividono

28 Dicembre 2018

Ortona, indagine tra 225 ragazzi sulla percezione di categorie oggetto di pregiudizio Studio del sociologo Cocciola rivela: un allievo su 5 vuole espulsioni perentorie

ORTONA. Verificare la percezione che gli studenti nutrono nei confronti delle più note categorie di pregiudizio, ossia quelle etnico-razziale, di genere, omofobico e verso i disabili. È questo lo scopo della ricerca di cui si è occupato il sociologo Massimo Ilario Cocciola e che ha visto protagonisti 225 ragazzi delle classi quinte degli istituti ortonesi Nautico, Commerciale, Professionale e dei licei classico e scientifico. Attraverso un questionario costituito da 43 domande, Cocciola ha voluto conoscere l’opinione dei ragazzi su un tema sempre molto delicato. L’indagine, inoltre, ha tentato di capire se tra i giovani intervistati ci fossero vittime di pregiudizio o se avessero assistito nell’ambiente scolastico a comportamenti discriminatori nei confronti di determinate categorie di persone. I dati rilevati sono stati sottoposti a elaborazioni statistiche e rappresentati attraverso tabelle e grafici delle frequenze. Così i risultati finali sono stati illustrati in un incontro che si è tenuto alla Sala Eden e che ha ottenuto l’alto patrocinio della Regione, della Provincia, del Comune e dell’Associazione nazionale sociologi. Alcuni dei risultati raccolti raccontano che nei confronti del tema dell’immigrazione, solo il 13,1% degli intervistati è disposto ad accettare una permanenza degli immigrati nel nostro Paese. La restante parte del campione, invece, si divide tra la maggioranza (54,5%) che plaude all’accoglienza - a condizione però che queste persone lavorino e abbiano un’abitazione - e una parte minoritaria (23%) di chi perentoriamente è favorevole a espellerli. Espulsione, però, che per il 70,3% degli studenti non deve essere attuata nei riguardi degli immigrati clandestini che non commettono reati. La scuola rappresenta il laboratorio del confronto e della convivenza di culture diverse, testimoniato dal 74,7% di risposte contrarie all’ipotesi di istituire classi separate per gli stranieri. Tuttavia il 56,9% del campione ritiene che l’immigrazione favorisca il diffondersi del terrorismo e della criminalità. Un’altra categoria che è stata oggetto di osservazione ha riguardato i diversamente abili: l’opinione maggioritaria degli studenti (73%) manifesta che la disabilità non è causa di rallentamento dell’apprendimento a scuola. In sostanza i ragazzi non ritengono che il programma didattico subisca ritardi a causa della presenza di compagni disabili. Sono questi solo alcuni dei dati: «La ricerca sperimentale», commenta Cocciola, «è nata dall’esigenza di valutare quanto sia ancora presente il pregiudizio tra i tardo-adolescenti delle scuole superiori, sia verso categorie considerate tradizionalmente stigmatizzate che nei confronti di forme differenti di diversità».