Accoglienza dei rifugiati I primi arrivi dall’estate

I richiedenti asilo saranno ospitati in appartamenti sparsi sul territorio comunale Marra (Matrix): incontreremo i cittadini, mai avuto problemi dai nostri ragazzi
LANCIANO. La città si prepara all’accoglienza di rifugiati per un periodo di tre anni, rinnovabile di altri tre, a partire da questa estate. Sarà 90 il numero massimo di persone che verranno accolte secondo la logica del servizio Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Comune di Lanciano, ma non arriveranno tutti insieme e non è detto che si raggiunga il totale. Dipenderà dal numero degli sbarchi e da quante persone saranno destinate a Lanciano dal servizio centrale, costituito da Anci nazionale e ministero dell’Interno. A gestire il servizio sarà il Consorzio Matrix, da anni attivo sul territorio abruzzese e in particolare a Vasto, San Salvo, Guardiagrele e, a Lanciano, con la struttura Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di Villa Elce. Attualmente il servizio è nella fase di co-progettazione con il Comune. Il Consorzio Matrix sta affittando diversi appartamenti nel territorio comunale di Lanciano, in centro e in periferia, vicino a fermate degli autobus e a servizi importanti, ma il progetto dovrà essere sottoposto al vaglio della piattaforma nazionale del fondo nazionale asilo. «Si sta procedendo di pari passo con il Comune», spiega il sociologo e referente per l’accoglienza dello Sprar Lanciano, Marco Marra, «e stiamo applicando pedissequamente il bando, la cui volontà principale è l’accoglienza». «Oltre ai punti specificati già nel bando», precisa l’assessore alle Politiche sociali Dora Bendotti, «abbiamo inviato anche una nota al Consorzio per ribadire che l’accoglienza dovrà essere gestita secondo un sistema diffuso. Non ci dovranno essere concentrazioni di troppe persone in un’unica struttura, cosa che significherebbe ghettizzarle, ma sarà la città tutta coinvolta nel progetto di condivisione e accoglienza». Con l’apertura dello Sprar chiuderà il Cas di Villa Elce, ma alcuni utenti che risultino avere i requisiti per essere beneficiari del servizio Sprar, potrebbero rimanere in città. Al momento arriveranno principalmente maschi adulti, ma in futuro potranno anche famiglie di rifugiati. «Stiamo individuando piccole concentrazioni di strutture, anche appartamenti», riferisce ancora Marra, «e per gestione consolidata di questo tipo di servizi ci poniamo sempre in un clima di serenità. Faremo incontri con i condomini e i cittadini che vorranno essere informati, faremo tutto quello che ci chiederà l’amministrazione. Siamo abituati a gestire i conflitti e i dubbi con il confronto aperto e franco verso le persone, e anche i ragazzi ospiti nelle nostre strutture non hanno mai creato problemi. Come previsto dal servizio Sprar ci saranno progetti integrati di alfabetizzazione, tirocini, borse lavoro oltre ai servizi essenziali di tutela legale, mediazione linguistica, assistenza sociale, medica e psicologica».
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