Accoltella alla schiena la ex: arrestato

La donna con un polmone perforato si trascina in piazza invocando aiuto. Lui prima scappa, poi si consegna ai carabinieri
VASTO. Ha sentito un dolore lancinante alla schiena, poi ha perso i sensi. Ha fatto in tempo solo a vedere l'ex compagno che si allontanava, mentre la cugina urlava chiedendo aiuto. E'caduta a terra in un lago di sangue. E' la cronaca di un tentato omicidio “annunciato” avvenuto ieri mattina davanti agli occhi di centinaia di persone che affollavano piazza Rossetti, cuore della città.
Michela Potenza, 58 anni è stata accoltellata alle spalle dall'ex compagno, Francesco Leuci, 54 anni, ex finanziere originario della provincia di Bari ma da anni residente a Vasto. L'uomo, più volte denunciato da Michela per il comportamento violento, subito dopo l'aggressione è fuggito al volante di una Fiat Punto. Si è costituito nel pomeriggio ai carabinieri di Caramanico, località termale dalla quale era appena tornato dopo una vacanza.
La donna è stata subito soccorsa dal 118 e trasferita al San Pio. La lama le ha perforato un polmone. Sottoposta ad un intervento chirurgico d'urgenza non è in pericolo di vita, ma le sue condizioni sono comunque critiche.
I PROTAGONISTI. Un matrimonio con la nascita di due figli alle spalle lui. Un marito morto qualche anno fa e una figlia lei. I due si sono incontrati ed hanno deciso di andare a vivere insieme. Poi le discussioni e le aggressioni hanno preso il posto delle attenzioni. Più volte in passato Michela era stata picchiata. L'ultima volta lui le aveva rotto tre costole. «Michela ha denunciato il compagno ma nessuno ha pensato di prendere provvedimenti per difendere la nostra amica», raccontano alcuni conoscenti. Lei ha comunque deciso di troncare quel rapporto diventato un inferno. Tre mesi fa sembrava essersi rassegnato. Solo da qualche giorno era tornato da una vacanza termale a Caramanico.
IL FATTO. Leuci ha visto Michela Potenza, l'ha avvicinata e le ha chiesto di parlare. La donna si è rifiutata, poi si è seduta su un gradino con la cugina a discorrere. Francesco Leuci ha tirato fuori un coltello ed ha aggredito la donna alle spalle. Ha vibrato una coltellata all'altezza del cuore raggiungendo un polmone. Michela ha sentito un dolore fortissimo alla schiena e ha perso molto sangue.
LA FUGA E POI LA RESA. All’rrivo dei carabinieri è stata lei stessa ad indicare a il nome dell'aggressore. Mentre i medici si prendevano cura di lei è scattata la caccia all'uomo finita 3 ore dopo quando Leuci ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Caramanico, comandata dal capitano Antonio Di Cristofaro, e si è costituito. Leuci difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta è accusato di tentato omicidio. Il possesso del coltello e le modalità dell'aggressione, le percosse del passato e le minacce fatte alla vittima (se non torni con me ti uccido) hanno fatto scattare l’arresto. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Pescara. Sconvolti i familiari della donna che chiedono giustizia. «Se le avessero dato ascolto questo non sarebbe successo», insistono i conoscenti. Come è emerso in un recente convegno contro la violenza alle donne organizzato dall'associazione Emily spesso è la paura del giudizio a impedire alle donne di chiedere aiuto ai centri antiviolenza, dove avvocati preparati, psicologi ed esperti creano un solido guscio protettivo. La legge deve fare il resto.

