Accoltellato allo Scalo, scatta un arresto

15 Dicembre 2018

Dopo l’aggressione del primo dicembre scorso, 31enne teatino finisce ai domiciliari. Per il gip è tentato omicidio 

CHIETI. «È pericoloso e incapace di autocontrollo». Così il giudice Luca De Ninis descrive Andrea Medved, teatino di 31 anni, arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti per la duplice aggressione armata avvenuta il primo dicembre scorso all’interno della Galleria Scalo di viale Benedetto Croce. Quella notte, l’indagato prima ha provato ad accoltellare uno psicologo per poi colpire con una pugnalata un giovane di 25 anni. Il pm Marika Ponziani ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per Medved, accusato di tentate lesioni personali, lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di coltello. Ma la posizione dell’indagato è destinata a peggiorare: «Il fatto più grave appare poter essere riqualificato come tentato omicidio», sostiene il gip. «Sussistono gravi indizi di colpevolezza: la responsabilità di Medved fonda su una serie di elementi univoci e trova la definitiva consacrazione nella sostanziale confessione dell’indagato». Quasi 24 ore dopo l’accoltellamento, infatti, il 31enne si è presentato nella caserma di via Ricciardi e ha indicato agli uomini del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena il luogo dove aveva nascosto il coltello, ovvero un cespuglio vicino alla scuola media Mezzanotte, consentendone il recupero e il sequestro. La violenza, sottolinea il gip, è esplosa «per motivi del tutto immotivati, fondati presumibilmente solo sul disagio di essere stato etichettato come “figlio di sbirro” dal gruppo di persone a cui appartenevano le due vittime». A incastrare l’arrestato, oltre al racconto dei testimoni, sono stati anche i messaggi inviati alla fidanzata: «Ha reiteratamente chiesto rifugio nell’abitazione della ragazza, sentendosi braccato dai carabinieri, senza ottenerlo». Il coltello sequestrato, per il gip, «appare idoneo a procurare lesioni di tale o anche maggiore gravità, essendo provvisto di lama robusta, da punta e taglio di circa 15 centimetri. Il corpo inferto è una tipica azione eseguita contro una persona in fuga, ha leso la pleura e provocato uno pneumotorace. Appaiono sussistere, allo stato, i connotati di un’azione idonea a provocare anche la morte della vittima». E ancora: «La modalità delle condotte, la futilità dei motivi e la loro reiterazione evidenziano una personalità del tutto incapace di autocontrollo».
Medved, difeso dall’avvocato Roberto Serino, verrà interrogato lunedì. Intanto la scorsa notte i carabinieri della compagnia di Chieti, con il nucleo cinofili e il Nas di Pescara, hanno fatto verifiche a tappeto all’interno e all’esterno dei locali per garantire la sicurezza della movida scalina. Il bilancio è di 42 persone identificate, 22 veicoli controllati e 2 pub multati per carenze sanitarie.
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