Accoltellato in strada, tre sott’accusa

Inchiesta sulla lite finita nel sangue: la procura chiede il giudizio immediato per un giovane di Lanciano e due di Fossacesia
LANCIANO. Una discussione, come tante tra ragazzi, che degenera in rissa, finisce quasi in tragedia con un ragazzo accoltellato – vivo per miracolo – e ora anche a processo. Il sostituto procuratore Francesco Carusi chiude in due mesi l’inchiesta e ottiene dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa il processo con rito immediato, fissato al 24 giugno 2019, per Luca Gagliano, 21 anni di Lanciano (che è ancora ai domiciliari), Luca Di Giuseppe (22) e William Cicconetti (19), entrambi di Fossacesia. I tre sono rappresentati rispettivamente dai legali Massimo Biscardi, Paolo Sisti e Alessandro Marrone. Ai tre giovani è contestata, innanzitutto, la rissa in concorso. A Gagliano, invece, anche le lesioni gravi nei confronti di Di Giuseppe; lesioni verso Cicconetti e, poi, porto abusivo di arma, cioè il coltello con cui avrebbe sferrato un fendente a Di Giuseppe.
In base alle indagini svolte dai carabinieri di Lanciano, i tre alle 4 del mattino del 5 febbraio scorso, avrebbero iniziato a discutere in una cornetteria nel centro città, forse per un giudizio sulla pulizia del locale. Gli animi però si sarebbero scaldati subito. Volano parolacce e spintoni con i due ragazzi di Fossacesia da un lato e Gagliano dall’altro. Quest’ultimo ha un coltello che mostra ai due e la lite si placa. Una volta fuori dal locale, verso il Torrione, invece riprendono di nuovo spintoni e testate. La rissa ricomincia, sostiene la procura, «con Cicconetti e Di Giuseppe che aggrediscono Gagliano e con quest’ultimo che estrae il coltello e colpisce Di Giuseppe». Una reazione spropositata e un fendente che passa tra la decima e l’undicesima costola e perfora l’intestino del ragazzo. Che perde molto sangue e viene portato in ospedale. Di Giuseppe subisce una delicata operazione chirurgica. Resta in prognosi riservata per 6 giorni; dimesso, alla fine, ne ha per altri 20 giorni. E da qui scatta l’accusa di lesioni gravi. Anche Cicconetti riporta delle ferite e un trauma cranico non commotivo: per lui la prognosi è di 7 giorni. Segni evidenti di una lite iniziata per futili motivi e che sarebbe potuta finire in tragedia.
Il giorno dopo la lite, i carabinieri arrestano Gagliano. Due mesi di indagini servono alla procura per ricostruire l’alba di terrore, vagliare le posizioni dei tre, perché inizialmente Di Giuseppe pare avesse fatto solo da paciere. Ora, invece, il giudice fissa, tra due mesi, il processo immediato a carico dei tre. Di Giuseppe e Cicconetti sono anche parti offese. I legali Biscardi, Sisti e Marrone hanno 15 giorni di tempo per leggere gli atti e chiedere, come prevede il codice, riti alternativi, come l’abbreviato.

