Accoltellò il cognato, oggi decide il Riesame
VASTO. È in programma questa mattina, davanti ai giudici del Tribunale del riesame, l’udienza sulla posizione di Francesco Orticelli, il pescatore di 54 anni in carcere dal giorno di Natale con l’accu...
VASTO. È in programma questa mattina, davanti ai giudici del Tribunale del riesame, l’udienza sulla posizione di Francesco Orticelli, il pescatore di 54 anni in carcere dal giorno di Natale con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo, al culmine di una lite, ha accoltellato alla gola il cognato, il pugile Domenico Urbano. Dopo l’arresto Orticelli ha dichiarato al gip, che lo ha interrogato in carcere, di avere agito in modo violento per difendere la moglie, ma anche se stesso, dalla furia di Urbano. Francesco Orticelli è difeso dall’avvocato Giovanni Cerella. «Quella del mio cliente è stata una reazione eccessiva ma umana. Ogni essere umano reagisce ai colpi ricevuti. Nel caso del mio assistito, colpendo il cognato con il taglierino, Orticelli voleva mettere fine alla sua furia e salvare la moglie, distesa a terra e dolorante, e sé stesso», insiste l’avvocato Cerella che si è appellato al Riesame chiedendo la remissione in libertà del pescatore e la derubricazione del reato di tentato omicidio in quello meno grave di eccesso di legittima difesa putativa. «Non c’è alcun rischio di inquinamento delle prove né reiterazione del reato», insiste la difesa. Il pugile quarantunenne, che è assistito dagli avvocati Nicola Artese e Emanuele Ciuffi, grazie ad un intervento chirurgico sta meglio ed è stato dimesso dall’ospedale. Gli investigatori terranno conto della sua versione dei fatti. Resta da chiarire il motivo che ha mandato Domenico Urbano su tutte le furie. (p.c.)

