Accordo con Acea, ma i sindaci bisticciano

Vicina l’intesa per il pagamento di 3,7 milioni di sovracanoni. Scoppia la polemica col sindaco di Fallo
ALTINO. È scontro tra amministratori su chi ha il merito del quasi accordo per il pagamento da parte di Acea, concessionaria dell’impianto idroelettrico di Sant’Angelo, dei sovracanoni ai 60 Comuni del Bacino imbrifero montano (Bim) Sangro. In gioco ci sono 3,7 milioni di euro, relativi alle annualità dal 2013 al 2016. Nei giorni scorsi, nella conferenza svolta a Roma tra il governatore Luciano D’Alfonso, il consigliere regionale Alessio Monaco e i vertici dell’azienda, questi ultimi si sono detti disponibili a siglare un’intesa con tutti i sindaci interessati. Subito dopo l’incontro romano, però, inizia la querelle. A dare fuoco alle polveri è Alfredo Salerno, sindaco di Fallo. «Il mio Comune», afferma, «è stato nominato, con atti di giunta adottati da 41 Comuni, capofila per la soluzione della questione ed è stato il primo a sottoporre la questione a tutti gli altri Comuni aderenti, tra cui Rosello dove Monaco è vicesindaco. Il Comune di Fallo», puntualizza Salerno, «ha avviato i primi contatti con Acea scrivendo alla medesima e per conoscenza alla Regione, invitandola anche ai vari incontri con la società ma la stessa non è stata mai presente». Salerno, in una lettera aperta, ricostruisce la cronistoria della vicenda. «Meraviglia», nota poi, «come il Comune che sino al 28 marzo scorso è stato in prima fila quale ente capofila per la definizione della questione non sia stato neanche informato di questo incontro. Preciso che l’incontro avuto da D’Alfonso e Monaco non ha aggiunto alcun nuovo elemento alla questione in quanto l’accordo era già stato programmato».
A Salerno replica Arturo Scopino, sindaco di Montelapiano, presidente dell’Unione montana dei Comuni del Sangro e assessore provinciale alla viabilità. «Al sindaco di Fallo», dice Scopino, «si riconosce solo l’impegno profuso nello stimolare i Comuni e nel portare avanti un azione tendente al riconoscimento dei sovracanoni dovuti, tuttavia non si può prescindere dal denunciare un limite rilevante: aver politicizzato l’iniziativa coinvolgendo esponenti di partiti in pseudo interessamenti che di fatto non hanno portato a nulla, se non ad intraprendere iniziative già avviate dalla Regione. L’inconcludenza del Comune di Fallo», sottolinea Scopino, «ha portato i sindaci dei Comuni del Bim Sangro ad avviare altre iniziative ed hanno, nel contempo, interessato la Regione, tramite il consigliere Monaco, a seguire direttamente e concretamente la vicenda. Il sindaco di Fallo avrebbe ben dovuto esultare del risultato ottenuto dalla Regione ed invece, stranamente, polemizza su chi ha fatto cosa e sui meriti da attribuire».
Matteo Del Nobile

