Accordo con la Sasi: l’Isi si scioglie

Estinte le cause pendenti, la società dell’acqua compra la sede per 500mila euro
LANCIANO. Accordo raggiunto con la Sasi, società che gestisce il servizio idrico, per chiudere la Isi, ente gestore del patrimonio di reti idriche, messa in liquidazione nel dicembre 2014 a seguito della legge regionale del 12 aprile 2011 che stabilì che era «vietata la costituzione e la permanenza di società di patrimonio». La transazione, firmata il 27 giugno scorso tra il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe e Vincenzo Antonucci, ex presidente della Isi e commissario liquidatore della società, chiude la storia infinita dell’esistenza di due società per la gestione dell’acqua che si trascina dal 2006.
«La transazione», spiega Antonucci, «è necessaria perché chiude le decine di cause pendenti tra Isi e Sasi. Senza la chiusura di queste cause la liquidazione non si poteva concludere. In cambio della cessazione delle cause, vinte quasi tutte dalla Isi, ma pendenti in appello, e della vendita dell’immobile in via Follani, dove ha sede la Sasi, la Isi riceverà 500mila euro, soldi che serviranno per pagare avvocati, consulenti e tasse. Se avanzeranno dei soldi, resteranno alla Sasi». Dopo questi pagamenti i sindaci dovranno firmare dal notaio il verbale di consistenza e poi si andrà alla Camera di commercio per l’estinzione dell’ente. «Chiuso un problema se ne apre però un altro», dice Basterebbe, «ovvero l’allarme per il mare inquinato. Sui depuratori ci sono grandi investimenti, circa 20 milioni di euro, per lavori in parte in corso. Come la costruzione, ad esempio, del nuovo depuratore di Lanciano a Santa Croce. La ditta lo finirà per ottobre ed entro dicembre contiamo di metterlo in funzione: risolverà l’80% dei problemi del Feltrino. Ma nel fiume scaricano anche Castel Frentano, Frisa e Treglio. A Castel Frentano abbiamo attivato il nuovo impianto, a Frisa pulito le fosse Imhoff, a Treglio stiamo valutando se collegare l’impianto a San Vito o costruirne uno nuovo come a Fossacesia. Quando tutto andrà a regime, nel giro di un paio di anni, il Feltrino tornerà a respirare. Ho fatto fare uno studio ai tecnici: per sistemare tutto, reti colabrodo in particolare nel Vastese e depuratori, servirebbero 200 milioni di euro». (t.d.r.)
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