Accuse dei vigili al Comune: «Si vuole un capo fantoccio»

3 Gennaio 2015

Il corpo è senza un guida. Il Diccap: l’amministrazione rispetti la legge E della figura del comandante il sindacato rivendica l’autonomia gestionale

VASTO. «Il tema vero non è la sostituzione di Carusi, ma il rispetto delle regole che vietano di sovrapporre un dirigente amministrativo al comandante, il quale, per legge, deve avere piena autonomia gestionale». Il Diccap, il sindacato autonomo che raggruppa la maggior parte del personale in divisa, riapre la partita su un’anomalia già evidenziata nei mesi scorsi, cioè la presenza di un dirigente estraneo al corpo di Polizia municipale, Enzo Marcello. Lo fa in un momento cruciale per la vita del Comando di corso Italia rimasto senza responsabile dopo le dimissioni irrevocabili rassegnate dal tenente Orlandino Carusi, il quale ha comunicato la sua decisione il 12 novembre scorso. Per la sua sostituzione ora è in fase di predisposizione un avviso pubblico, i cui tempi, si sa, non saranno certo celeri. Nel frattempo, però, andrebbe individuato un ufficiale, tra quelli in servizio, che nell’attesa svolga le funzioni di responsabile. Per il sindacato, però, i veri nodi da sciogliere sono altri. «Il tema vero è il rispetto delle leggi che vietano di sovrapporre un dirigente amministrativo alla figura del Comandante», rilancia Antonio Di Lena, della Rsu (rappresentanze sindacali unitarie), «l’amministrazione sapeva da due mesi che Carusi non era disponibile a proseguire l’incarico oltre la scadenza del 31 dicembre e che, quindi, dal primo gennaio, sarebbe rimasto senza responsabile della polizia municipale. Sui motivi della indisponibilità di Carusi, poi, sarebbe il caso di fermarsi a riflettere: non solo non è stato messo in condizioni di lavorare bene, ma è stato addirittura denunciato alla magistratura per aver agito nel rispetto della legalità, oltre ad essere stato oggetto di un provvedimento disciplinare, nonostante siano note a tutti la sua dedizione al lavoro e la sua professionalità. Come poteva continuare?». Per il sindacalista, che si fa portavoce delle istanze dell’intero Comando, occorre un cambio di passo. «Il tema vero non è l’avviso pubblico rivolto agli interni o all’esterno», incalza il tenente Di Lena, «anche se è evidente che l’amministrazione deve guardare fuori dall’ente solo se le professionalità richieste non sono al suo interno. Il tema vero è il rispetto delle leggi: il Comandante deve avere piena autonomia gestionale, altrimenti sarà sempre una figura fantoccio, cioè proprio quello che vogliono gli amministratori ma che la legge vieta. Deve essere, invece, una figura autorevole e competente, da valutare e giudicare sui risultati, non sulle simpatie o antipatie politiche o personali».

Anna Bontempo

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