Acqua, adesso si spaccano i tubi Gli idraulici: «Raffica di guasti»

5 Agosto 2021

Il racconto degli esperti: «I danni dovuti ai continui distacchi, i rubinetti sono intasati dalla ruggine»  E l’Aca interromperà di nuovo l’erogazione a Chieti alta dalle 23.30 di domani fino alle 6 di sabato

CHIETI. Tubature intasate, elettrodomestici che saltano e caldaie in tilt. Con le chiusure idriche di questi giorni, la città non soffre soltanto il disagio della mancanza di acqua potabile ma anche una serie di problemi connessi con l’andirivieni del flusso idrico. Criticità soprattutto nella parte alta della città che da settimane subisce un regime di chiusure notturne; va un po’ meglio allo Scalo dove, invece, l’Aca, l’azienda acquedottistica presieduta da Giovanna Brandelli, ha adottato un altro regime, quello del razionamento della portata idrica. L’acqua razionata esce con meno forza dai rubinetti, ma il flusso non si interrompe mai. Con un’eccezione importante, però: quella dei piani alti della palazzine senza autoclave. Insomma: più si sale di piano e più si sta peggio, ecco perché l’acqua razionata può equivalere a vere e proprie chiusure, con tanto di danneggiamenti al seguito.
«Sono tre volte che vado a cambiare un flessibile sotto la stessa caldaia, ci sarà un motivo se si rompe continuamente», dice l’idraulico Fausto Zappacosta, «le continue chiusure sono un problema grosso. In questi giorni sto ricevendo molte chiamate. Senza contare che i cittadini pagano per un servizio, quello idrico, che non ricevono. In tanti mi chiedono di poter mettere le autoclavi, ma come fa uno che sta al quarto piano e non ha neanche un magazzino. Dove la mette l’autoclave, in camera da letto?», chiede il tecnico. Anche per Roberto Barbetta, titolare del negozio di ricambi bagno di via Tosti, «il ritorno improvviso dell’acqua danneggia le tubature. Da noi vengono anche per i danneggiamenti alle rubinetterie, perché l’acqua esce insieme a particelle che creano danni. Sono cose che accadono normalmente quando ci sono le chiusure idriche». Superlavoro anche per l’idraulico Omero D’Orazio: «Dal momento in cui si chiude e si riapre, e visto che linee sono vecchie», spiega, «con condutture di ferro arrugginito, l’acqua arriva insieme a diversi detriti che intasano gli impianti. In questi giorni ricevo molte chiamate per fenomeni di intasamento, perché da solo l’utente non può fare granché».
Ma non è solo l’Aca la spina nel fianco di questa estate caldissima. C’è chi, come Ivo Egizii, titolare del vivaio La Felce a Brecciarola, ricorda che anche il Consorzio di bonifica crea non pochi problemi, «con le sue condotte altrettanto vecchie e con le sue bollette altrettanto salate. La differenza sta solo nel consumo: chi ha bisogno del Consorzio consuma molta più acqua delle utenze domestiche. Io, ad esempio, ne consumo dieci volte di più».
E per quanto riguarda l’acqua potabile, il vivaista ricorda l’origine dell’acquedotto teatino, partendo dalla famiglia Zambra alla gestione comunale che, negli anni, ha destinato ben pochi interventi sulla rete acquedottistica, fino a «togliersi la patata bollente, cedendo ad Aca le reti». Intanto l’Aca tornerà a chiudere il serbatoio della Civitella, che serve quasi tutta Chieti alta, domani, sabato e lunedì: dalle 23.30 alle 6, niente acqua in centro storico, Tricalle, Filippone, Madonna del Freddo, Levante e Colle Marcone. Riduzione della portata idrica allo Scalo, dalle 23 alle 5.30, fino a lunedì prossimo.
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