Acqua, al via i lavori allo Scalo: ma i nuovi tubi solo a fine estate

20 Luglio 2022

Entro pochi giorni aprirà il cantiere: serviranno almeno due mesi per realizzare 500 metri di condotta Il referente dell’Aca Di Nardo rassicura: «Nessun disagio per la viabilità e la fornitura idrica della zona»

CHIETI. C’è ancora qualche giorno da aspettare, poi i lavori in viale Abruzzo, a Chieti Scalo, potranno partire. Ma dureranno circa due mesi, fa sapere l’Aca, arrivando alle porte di ottobre, quando il momento tradizionalmente più critico per la carenza di acqua sarà ormai alle spalle.
«NIENTE DISAGI»Lungo il marciapiede che costeggia viale Abruzzo, dal lato dello stadio Angelini, sono scattati i divieti di sosta e non si potrà parcheggiare fino al 9 ottobre. «Ma contiamo di finire un po’ prima», spiega il referente dell’Aca, a Chieti, Emidio Di Nardo, «anche se lavorando 5 giorni a settimana serviranno circa due mesi». I lavori di scavo avverranno sul marciapiede, fino alla rotatoria all’intersezione con via Tirino, ma non saranno di intralcio alla viabilità. «Non sono previste chiusure idriche o disagi per i residenti», assicura il referente Aca, «perché realizzeremo una nuova condotta da 500 metri che arriverà ad allacciarsi con l’anello di Chieti Scalo. Fino al momento dell’allaccio reale, però, non creeremo disagi alla fornitura idrica. Poi ci sarà qualche chiusura ma sarà tutto programmato».
IL CANTIERE ATTESOC’è ancora da attendere qualche giorno per l’arrivo degli operai in viale Abruzzo, «ma entro una settimana cominceranno i lavori», spiega Di Nardo, «stiamo aspettando alcuni materiali necessari prima di far partire il cantiere». L’intervento sulla rete idrica prevede un investimento da oltre 300mila euro e interessa la zona dello Scalo che va dallo stadio Angelini alla rotonda che conduce a Megalò, in via Tirino. Qui, a fine maggio, erano partite le indagini della Soprintendenza per sondare la presenza di eventuali reperti a una profondità di circa 5 metri. Le operazioni di carotaggio sono durate alcune settimane, ma ora sembra la volta buona per veder partire il cantiere della nuova condotta, del diametro di 250 millimetri, che si collegherà all’anello idrico dello Scalo.
GLI ALTRI INTERVENTI
Secondo quanto riferito dall’Aca, si tratta solo del primo di una serie di lavori sulla rete idrica di Chieti. L’azienda ha le idee chiare per intervenire in maniera strutturale sulle tubature della città, ma per ora mancano i fondi. «Da quando siamo subentrati», prosegue Di Nardo, «abbiamo fatto una mappatura seria delle condotte e analisi che nessuno aveva mai fatto prima. Abbiamo fatto interventi per circa 4 milioni e altri ancora ne abbiamo in programma. Abbiamo presentato nuovi progetti per quasi 20 milioni di euro, ma stiamo attendendo che vengano sbloccati i fondi necessari». Per ora, dunque l’azienda deve limitarsi agli interventi locali di manutenzione. «Ci piacerebbe poter intervenire di più, ma non è così semplice. Se vi fate un giro per la città, però, è possibile vedere i nostri operai costantemente impegnati nei lavori segnalati dai cittadini».
Ma sui piani dell’azienda si staglia il dato preoccupante delle perdite idriche in città, che ha fatto di Chieti un caso nazionale: il 71,7% dell’acqua che scorre nelle tubature non arriva nelle case e va sprecata: «Abbiamo a che fare con tubature che, in alcuni casi, risalgono addirittura agli anni Trenta», chiarisce Di Nardo, «ma mi piacerebbe chiarire questo aspetto delle perdite: a Chieti ci sono diversi edifici sprovvisti di contatore, per cui non si riesce a capire quanta acqua viene effettivamente erogata e fatturata, e quanta invece finisce sprecata. Senza contatori, l’acqua erogata normalmente può essere conteggiata come perdita. Quel dato così negativo non è del tutto veritiero, perché non tutto è causato dalle tubature fatiscenti».
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