Acqua, chiusure serali fino al 30 Ed è polemica nella maggioranza

Sul Colle previsti disagi tutti i giorni per la seconda settimana consecutiva. Problemi anche allo Scalo E alcuni consiglieri contestano la decisione del sindaco di sottoscrivere le richieste dell’opposizione
CHIETI. I teatini resteranno senz’acqua tutte le sere anche la prossima settimana. L’Aca, l’azienda che si occupa della gestione idrica in città, ha diffuso ieri il nuovo calendario delle chiusure: i rubinetti rimarranno a secco, dalle ore 22 alle 6 del giorno successivo, fino al 30 agosto. Per quanto riguarda Chieti alta, i disagi riguarderanno all’incirca 37mila cittadini residenti tra centro storico, Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone. Problemi ci saranno anche allo Scalo e interesseranno oltre 10mila residenti: la pressione del flusso idrico verrà ridotta ogni giorno dalle 23 alle 5.30.
Nel frattempo, in Comune, scoppia la polemica all’interno della maggioranza: alcuni consiglieri del Partito democratico, della Sinistra con Diego e di Chieti per Chieti non hanno apprezzato l’iniziativa del sindaco Diego Ferrara di presentarsi alla conferenza stampa della minoranza, che contestava l’amministrazione per la gestione dell’emergenza idrica, e di firmare anche lui la richiesta per organizzare un consiglio comunale straordinario sul tema. Una sorta di patto siglato con gli oppositori accolto con sorpresa dagli esponenti della maggioranza che, appena poche ore prima, avevano attaccato pesantemente gli avversari politici accusandoli di fare solo propaganda, anche perché «il consiglio comunale straordinario non riporterà l’acqua nelle case». A distanza di neanche un giorno, però, Ferrara si è presentato a sorpresa all’appuntamento convocato dalla minoranza e ha sottoscritto, insieme agli esponenti di Lega, Fratelli d’Italia, Chieti Viva, Forza Chieti, Azione Politica, Udc e Di Iorio sindaco, la richiesta per ottenere la convocazione dell’assise civica.
«È vero, è una decisione che ho preso in totale autonomia: non avevo avvisato la mia maggioranza», ammette Ferrara. «Ed è una decisione che rientra nelle corde del mio carattere: ho sempre detto che, su temi che interessano la collettività, avrei cercato in tutti i modi condivisione e pacificazione. Ho ricevuto alcune critiche interne per la mia scelta di non aver avvisato nessuno. E ho chiesto immediatamente scusa se ho urtato la sensibilità politica di qualche mio consigliere. Di certo, non volevo in alcun modo mettermi in mostra, ma solo cercare unità d’intenti per affrontare un’emergenza così grave. Non mi stancherò mai di ripetere che la mie scelte non sono mai dettate né da opportunismo politico, né da ipocrisia. Il primo motivo è che non ho alcun tipo di ambizione politica: tutti sanno che, al termine dei cinque anni di governo della città, non mi ricandiderò. Il secondo motivo è che, come ho sempre dimostrato in tutto quello che ho fatto, le decisioni le prendo col cuore».
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