«Acqua da pagare due volte» Scoppia la protesta contro l’Aca

19 Luglio 2019

Parte da Brecciarola la rivolta contro i 43 euro di cauzione che sarebbero stati già corrisposti in passato «Dal call center hanno detto che si tratta di somme che Teateservizi non ha mai dato al nuovo gestore»

CHIETI. Scoppia la protesta degli utenti per i 43 euro e 6 centesimi dovuti all’Aca per un non ben specificato «deposito cauzionale complessivo». La nuova posta da pagare, che in questi giorni l’Aca sta richiedendo agli utenti in bolletta, rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza degli contribuenti. E la protesta parte da Brecciarola, dove ieri un gruppo di residenti si è riunito al bar Jolly portando le bollette incriminate.
«Non bastavano le bollette raddoppiate da quando dal Comune il servizio è passato ad Aca», dice Roberto Sambenedetto, «non bastavano le cartelle arrivate in ritardo oppure non consegnate per niente: adesso rischiamo di pagare due volte per lo stesso servizio. A noi risulta, infatti, che questa cifra ci è stata chiesta in quanto cauzione relativa al contatore, ma ognuno di noi, quando ha fatto l’allaccio dell’acqua, l’ha già pagata». La tesi dell’utente sarebbe avvalorata dal fatto che un altro residente per evitare di pagare i 43 euro si è presentato all’Aca con una ricevuta del pagamento fatto 35 anni prima. «Ma mica tutti possono conservarsi le bollette di così tanti anni fa?», protestano i cittadini. Qualcuno ha chiamato anche al numero verde dell’Aca indicato in bolletta chiedendo spiegazioni e si è sentito rispondere che i soldi dovevano essere ripagati di nuovo perché né Teateservizi né il Comune di Chieti, quando avevano passato le reti all’Aca, avevano versato le somme relative al contatore. La notizia si è sparsa subito ed è partita la protesta. Alcuni contribuenti, però, sono riusciti a dimostrare di aver pagato al Comune la somma per il contatore (come mostra la foto pubblicata a sinistra). «Se è vero quello che ci hanno detto dal call center, allora la situazione è molto grave», dice Sambenedetto, «e noi certamente non ci stiamo a pagare due volte per lo stesso servizio. E poi c’è un’altra anomalia: ho chiesto ad Aca la bollettazione elettronica e a quel punto mi hanno detto che questo importo da pagare non era più dovuto. Insomma, troppe cose non tornano».
A questo problema si aggiunge anche quello del pagamento di un’assicurazione contro le perdite idriche, già denunciato dal sindaco di Casalincontrada Vincenzo Mammarella che ha attaccato platealmente l’Aca.
«Se non vuoi pagare l’assicurazione per le perdite devi rimandare indietro una lettera. Ma il sistema è macchinoso», continua Sambenedetto a nome degli altri residenti, «e anche in questo caso la comunicazione da parte dell’Aca è stata del tutto carente: nessuno ci ha detto di preciso cosa copre l’assicurazione e quali sono i massimali oppure se c’è una franchigia. Ci chiedono solo di pagare». A suscitare proteste è anche un’altra voce della bolletta che ai contribuenti appare sempre più difficile da decifrare: «Cosa sono questi 25 euro richiesti in forma di “addebiti e accrediti diversi”?», chiedono i cittadini.
«Comuni e Regione hanno creato questo carrozzone», dice Giuseppe Massa cercando di risalire alla causa del problema, «e ora devono essere loro a muoversi per risolvere questo problema».
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