Acqua, emergenza fino a metà ottobre

19 Settembre 2021

Continuano le interruzioni idriche in città e nei paesi. La presidente dell’Aca: «Consumi elevati perché fa ancora caldo»

PESCARA. L’emergenza idrica che ha accompagnato l’estate di diversi comuni delle province di Pescara e Chieti non rientrerà prima della metà di ottobre. Ma nelle prossime settimane le chiusure notturne dei serbatoi e le riduzioni idriche che ormai continuano da mesi, dovrebbero via via diminuire e verranno meno le interruzioni pomeridiane dell’erogazione di acqua in alcuni centri.
Per adesso, quindi, l’emergenza prosegue, visto che «nei giorni scorsi non è caduta abbastanza pioggia e le temperature sono elevate, per cui i consumi non si sono ridotti (se non per il fatto che ci sono meno turisti e quindi il fabbisogno è inferiore) e sono quelli standard del periodo», spiega Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca, annunciando un’altra settimana difficile per gli utenti. E non solo una. Si attende la pioggia, quindi (forse martedì) per ricaricare i serbatoi, ma si aspetta anche la fine dei lavori dell’Aca a Bussi, finalizzati ad aumentare la disponibilità di acqua di 200 litri al secondo, e non si arriverà a conclusione «prima di metà ottobre», fa sapere Brandelli mentre nei mesi scorsi si parlava di fine settembre. Con la pioggia, sottolinea, «si irrigano i campi per cui, se e quando cadrà, non ci sarà bisogno di usare l’acqua potabile per l’irrigazione», come accade ora. «L’acqua potabile va destinata ad un uso potabile e invece capita che serva per un uso irriguo o per lo spegnimento degli incendi che, insieme, hanno un peso notevole (del 40%)».
Dall’anno prossimo il problema non si dovrebbe porre perché «il Consorzio di Bonifica avrà a disposizione il potabilizzatore» e l’Aca sta anche lavorando per «riattivare un pozzo di emergenza nella zona di Pineto, ma la procedura richiede tempo, dal punto di vista amministrativo», prosegue Brandelli annunciando poi l’avvio della progettazione «per il rifacimento di tutte le reti, dopo 45 anni. E se non arriveranno i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si punterà alla realizzazione di un piano pluriennale, spalmato su 15 anni, che consentirà, con le reti nuove, di spendere meno per la manutenzione. Se negli anni precedenti la priorità sono state le reti fognarie, le fosse imhoff e i depuratori, per via delle infrazioni europee, ora gli investimenti si concentreranno sulla rete. L’intenzione è di non disperdere l’acqua, di usare bene quella che abbiamo».
Brandelli rilancia l’appello ai cittadini a ricorrere agli autoclavi, che possono salvare dall’emergenza. E annuncia che mercoledì sarà di nuovo a Chieti, in consiglio comunale. Proprio su Chieti «sono previsti investimenti per 16 milioni, il 10% del totale».
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