Acqua, l’Aca accusa il Comune: «Ha 130 allacci pubblici abusivi»

La presidente Brandelli: alcuni impianti dell’amministrazione non hanno contatori e sprecano risorse Nel mirino c’è anche il Palatricalle, ma la giunta replica: «Adesso tocca a loro sanare le irregolarità»
CHIETI. L'ultima seduta della commissione regionale sull'emergenza idrica riaccende lo scontro tra Comune e Aca. In Regione, ieri, viene chiamata a riferire sulla difficile situazione dell'Aca la presidente Giovanna Brandelli, che fra le altre cose parla di ben 134 utenze pubbliche “abusive” di proprietà del Comune di Chieti. Un numero enorme, tra cui ci sarebbero anche il Palatricalle e la piscina comunale. La piscina che non paga le bollette dell'acqua potrebbe diventare subito un caso se a un certo punto la presidente Brandelli non si correggesse, togliendo l'impianto dalla categoria delle strutture non in regola. Restano comunque oltre 130 utenze comunali non in regola, che però dovrebbe essere l'Aca, e non il Comune, a dover mettere in regola.
LA COMMISSIONE REGIONALE
A rendere nota la notizia è la presidente della commissione d'inchiesta Sara Marcozzi che ieri mattina ha ascoltato la presidente Aca. In commissione la presidente Brandelli ha riferito del monitoraggio sulle utenze di tutti i 64 Comuni serviti da Aca: «Lo scopo del monitoraggio», spiega, «è di evitare gli sprechi, soprattutto in un momento delicato per la nostra azienda anche per via dei problemi relativi alla siccità». Nel corso della commissione Brandelli ha parlato anche della comunicazione, inviata a mezzo Pec nello scorso mese di agosto al Comune di Chieti, per regolarizzare le strutture. «Ma dal Comune», riferisce Marcozzi, «non sarebbe arrivata alcuna risposta. Ciò impedisce l'installazione dei contatori che sarebbero necessari per avere piena contezza delle perdite economiche sofferte fino a oggi da Aca».
PISCINA E PALATRICALLE
Intanto dallo Stadio del nuoto il presidente della Esa Life Giancarlo Della Rocca fa sapere che, da quando la nuova società ha preso in gestione la struttura, nel 2020, ha subito chiesto il subentro nella titolarità del contatore. Pratica che l'Aca sembra non sia riuscita a sbrigare celermente. Poi, però, è arrivata la rettifica di Brandelli: «La struttura è a posto», ha detto la presidente, «i consumi sono in fatturazione». E dunque le bollette relative all'acqua utilizzata nella piscina comunale vengono regolarmente pagate dal gestore. Per il Palatricalle, invece, bisogna fare un altro discorso. L'assessore comunale allo sport Manuel Pantalone dice che effettivamente la struttura sportiva non è mai stata censita da Aca. «Come Comune siamo pronti a metterci in regola», dice, «ma c'è da sottolineare che noi l'impianto lo abbiamo trovato così. A questo punto attendiamo che Aca si faccia avanti per portare a termine l'iter, come ha detto di voler fare».
L'IMPEGNO DI ACA
Gli assessori comunali ad ambiente e lavori pubblici, Chiara Zappalorto e Stefano Rispoli, spiegano infatti che è vero che Aca ha scritto ad agosto scorso al Comune presentando i risultati della ricognizione effettuata sulle utenze pubbliche comunali, ma sottolineano anche che nella comunicazione in cui si parlava delle 134 utenze pubbliche non in regola, Aca assumeva l'impegno di farsi avanti per regolarizzare la situazione. Non sarebbe dunque il Comune a dover sanare le irregolarità ereditate. La nota sul censimento delle utenze idriche comunali, arrivata al Comune il 3 agosto scorso, si concludeva parlando di due categorie: le utenze comunali provviste di contatori ma non a ruolo, e le utenze sprovviste di contatori. Per la prima categoria Aca si impegnava, si legge nella nota, a provvedere “autonomamente alla regolarizzazione con l'inserimento dei ruoli aziendali”, mentre per la seconda categoria a provvedere “all'installazione dei misuratori di portata e al conseguente inserimento a ruolo”. Per quanto riguarda, infine, un numero così alto di utenze non in regola, come dice la stessa Brandelli, «il fenomeno è dovuto al fatto che il Comune, prima di passare le reti ad Aca, gestiva in proprio il servizio».

