Acqua, l’emergenza è senza fine: chiusure in città per tutta l’estate

16 Luglio 2024

Brandelli, presidente dell’Aca: «Carenza di ben 400 litri al secondo, le interruzioni sono inevitabili» Il sindaco: «No allo scontro, bisogna collaborare per evitare caos sociale e anarchia istituzionale»

CHIETI. Sarà un’estate all’insegna delle chiusure idriche. La presidente Aca Giovanna Brandelli non si nasconde. Risponde presente alla richiesta di incontro del sindaco Diego Ferrara e spiega che non si può fare altrimenti. Almeno per quest’anno le chiusure dei serbatoi continueranno incessanti. E anzi, previsioni meteo alla mano, verranno anche incrementate. A partire dal 2025, invece, ci potrà essere una svolta: «Dal prossimo anno si potranno vedere i primi frutti degli interventi che abbiamo iniziato a portare avanti sul territorio», assicura la presidente. Per il momento, l’unica misura da poter adottare concretamente per far fronte all’emergenza idrica è l’utilizzo di autobotti, che il Comune ha già richiesto ad Aca e anche alla Protezione civile e che Aca ha assicurato.
DIALOGO CON ACA
Bersagliato dalle lamentele dei residenti e preoccupato per la carenza idrica cittadina, Ferrara decide di muoversi sul piano del dialogo interistituzionale. «Un dialogo costruttivo», dice, «che non significa che non ci siano momenti di conflittualità tra i due enti». Momenti di conflittualità che gli fanno anche dire di essere pronto a sostenere una class action di cittadini contro l’Azienda consortile acquedottistica. Ma non certo in questo momento. «Non è questa l’ora di certe prese di posizione», precisa, «a chi mi chiede di andare a incatenarmi davanti ai cancelli dell’Aca rispondo che, al momento, sarebbe un’azione esagerata, inutile e inopportuna. Ora dobbiamo evitare il caos sociale e l’anarchia istituzionale».
ESTATE DI CHIUSURE
«La verità è che la coperta è corta, perché l’acqua non c’è. In un anno così siccitoso noi abbiamo allertato la Regione già da marzo scorso chiedendo lo stato d’emergenza», riferisce Brandelli, arrivata in municipio insieme a Pierpaolo Canzano, componente del cda Aca. Il dato registrato da Aca venerdì scorso dava una carenza idrica di 400 litri in meno al secondo. Il fabbisogno territoriale è di 3.400 litri al secondo, mentre la disponibilità era di circa 3.000 litri al secondo. Fabbisogno che nei weekend di grande caldo sale a oltre 4.000 litri al secondo. E dunque non si può fare altro che chiudere i serbatoi. Non solo a Chieti ma, a turno, su tutti i 64 comuni gestiti da Aca: «No a logiche di campanile», assicura Brandelli, «vero è che consumiamo più del doppio dell’acqua degli altri, ma la potabile deve essere utilizzata strettamente per gli usi civici per evitare ulteriori sprechi, oltre a quelli della rete che a Chieti perde tra il 40 e il 50 per cento di acqua immessa nella rete. Da marzo alla Regione Abruzzo abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di emergenza idrica in base ai dati di ricarica delle sorgenti. A metà giugno la Regione ci ha rilasciato la possibilità di attingere al Pozzo di viale della Repubblica, a monte della discarica di Bussi, aiuta ma non basta».
RUBINETTI A SECCO
Continuano dunque le chiusure programmate in città. Le prossime sono previste nella notte tra oggi e domani (dalle 23 alle 6) in centro storico, al Tricalle, a Sant’Anna, a Madonna del Freddo e a San Martino. Allo Scalo, invece, non sono previste chiusure, ma ciò non significa che la situazione sia migliore che sul colle. Perché per tutte le notti è prevista una riduzione della portata idrica che fa sì che l’acqua, con minor pressione, non riesca ad arrivare ai piani alti delle palazzine senza autoclave. Anche per questa situazione, al momento, non si può fare altrimenti: «Non possiamo aumentare la pressione idrica», spiega Brandelli, «perché se lo facessimo metteremmo a rischio di rottura la rete idrica. In passato è stato fatto e infatti si sono verificate molte rotture».
GLI INTERVENTI
L’unica soluzione è intervenire sulla rete. E Chieti, proprio perché si trova in una situazione particolarmente difficile, è tra i primi comuni dove verranno portati a termine gli interventi. Ma, sottolinea Brandelli, «occorre tempo. I primi risultati potranno essere apprezzati dal 2025, senza contare gli interventi che stiamo realizzando con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che dovranno essere terminati entro il 2026. Diversi i fronti operativi su cui stiamo operando: dalla digitalizzazione delle reti, che serve alla riduzione delle perdite, al rifacimento dell’adduttrice del Giardino, dalla fonte fino proprio a Chieti». A tutto questo Aca aggiunge un lavoro costante sul territorio per far fronte alle rotture improvvise delle tubature. Ciò non toglie che, però, i disagi in città restino ancora molto gravi, con intere zone dove i residenti restano senz’acqua non solo di notte allo Scalo, ma anche di giorno e a Chieti alta.
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