Acqua, l’emergenza è terminata: prima settimana senza chiusure

L’Aca annuncia: «Aumentata la portata delle sorgenti e diminuiti i consumi in modo considerevole» Disagi finiti per i residenti della parte alta della città, ma confermate le riduzioni notturne allo Scalo
CHIETI. Annullate tutte le chiusure notturne dell’acqua previste sino a lunedì prossimo. Le piogge degli ultimi giorni, se da un lato hanno creato dissesti e lasciato buche sempre più grandi sulle strade con grandi problemi di manutenzione, dall'altro lato hanno anche riportato l’acqua nei rubinetti della città. E così l’azienda acquedottistica presieduta da Giovanna Brandelli ha deciso di annullare tutte le chiusure e le riduzioni idriche previste fino a lunedì prossimo per i comuni della provincia di Chieti.
L’unica eccezione è per Chieti Scalo, dove restano le odiate riduzioni della portata idrica nella notte. Intanto possono tirare un sollievo i residenti del centro storico, del Tricalle, di Filippone, di Madonna del Freddo, del Levante e di Colle Marcone che, almeno fino a lunedì, potranno contare sull’acqua di notte. «Viste le attuali condizioni meteo», dice l’Aca in una nota, «che hanno determinato un considerevole incremento di portata generalizzato delle sorgenti associate a un contestuale decremento dei consumi, trasmettiamo la tabella aggiornata di programmazione chiusure e riduzioni idriche che annulla e sostituisce la precedente».
L’Aca aveva già annullato le chiusure previste per la notte tra domenica e lunedì scorso, con la presidente Brandelli che aveva assicurato che la situazione veniva monitorata giorno per giorno, a seconda delle condizioni meteo e controllando i livelli dei serbatoi, e che a seguito del monitoraggio si sarebbe deciso sulle chiusure previste per la settimana. «Siamo stati abbastanza pessimisti nelle previsioni della settimana», aveva spiegato Brandelli, «quest’anno, purtroppo, è stato un anno veramente complesso, ma è chiaro che se riprende una certa frequenza di pioggia, se si ricaricano le falde sospese, se riaprono i consorzi di bonifica con l’acqua consortile, allora la situazione può migliorare. Un normale inverno rialimenta la risorsa idrica, ma noi arriviamo da due inverni davvero siccitosi, ecco perché ci siamo trovati in questa situazione». L’Aca aveva iniziato a chiudere i rubinetti della parte alta della città, sette notti su sette, dall’inizio di agosto. Per due mesi e mezzo nella notte è rimasta a secco quasi tutta la città. Perché se allo Scalo erano, e sono ancora previste, solo riduzioni notturne della portata idrica, ai piani alti delle palazzine senza autoclave, le riduzioni si trasformano in vere e proprie chiusure. Tanto è vero che la protesta in piazza di fine agosto è partita proprio dai residenti dello Scalo.
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