Acqua, la liquidazione Isi va avanti

Il commissario Antonucci: in corso accordi con la Sasi, poi le reti ai Comuni
LANCIANO. «La liquidazione dell’Isi (la società del patrimonio delle reti idriche, ndc) va avanti: non è vero che si è fermata e che in 4 mesi non si è fatto nulla. Stiamo cercando di trovare accordi per i contenziosi aperti con la Sasi e di far passare le reti ai Comuni perché l’obiettivo di tutti è che l’acqua resti un bene comune. Si lavora». È il commissario liquidatore dell’Isi, Vincenzo Antonucci, a rispondere alle critiche mosse nei giorni scorsi dalle associazioni Antimafie Rita Atra, Peppino Impastato, Peace Link Abruzzo e Sinistra anticapilatista Abruzzo. I gruppi chiedevano, e chiedono, una «svolta immediata nella gestione idrica», che «l’acqua torni ad essere un bene comune», che «si migliori il sistema viste le continue interruzioni di acqua», che «si evitino aumenti nelle bollette» e che «la fusione Isi-Sasi (società delle reti idriche e società del servizio idrico, ndc) approvata dall’assemblea dei sindaci si concretizzi al più presto».
«Non si tratta di fusione ma di liquidazione che è cosa diversa», precisa Antonucci, «e non è che si liquida una società in pochi giorni. Stiamo procedendo con la soluzione di due problemi: la risoluzione dei contenziosi aperti tra Sasi e Isi e il passaggio delle reti ai Comuni. Cerchiamo vie conciliative con la Sasi per i contenziosi mentre stiamo cercando il modo migliore per ridare le reti ai Comuni. Queste tornano, infatti, ai Comuni, diventano così demaniali, dei cittadini, più comune di così…». La liquidazione dell’Isi è stata decisa dopo 9 anni di attesa nell’assemblea del 23 dicembre scorso dai 2/3 dei sindaci-soci che hanno preferito la messa in liquidazione alla fusione perché non ci saranno costi per il passaggio delle reti. Tranne che per l’Iva, 150mila euro da dividere tra i 76 Comuni soci in base alle quote di detenute da ciascun ente. (t.d.r.)
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