Acqua, la Provincia e 11 sindaci: «Dichiarate lo stato di emergenza»

14 Agosto 2024

Vertice a Vasto col Cda Sasi, la società che gestisce il servizio. Al lavoro anche un tavolo regionale Il presidente Basterebbe: «La Protezione civile non ci ha fatto prelevare la risorsa dal fiume Sangro»

VASTO. “Chiuso per carenza idrica”. È il cartello che rischia di apparire all'ingresso del Vastese visto quello che sta accadendo per colpa, a detta dei sindaci, di una gestione del servizio idrico poco previdente. «Una terra così ricca di bellezze naturali è stata lasciata completamente all'asciutto. È gravissimo», ha chiosato il sindaco di Monteodorisio, Catia Di Fabio. Serbatoi vuoti, disabili, bambini e anziani in difficoltà. Vasto e l'intero territorio sono a secco. Undici sindaci del Vastese invocano, insieme al primo cittadino di Vasto, Francesco Menna, il riconoscimento dello stato di emergenza e chiedono aiuto al prefetto e alla Protezione civile. Alla Sasi non vengono risparmiate critiche: «Avrebbe dovuto prevedere e prevenire questo disastro», ha affermato il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo durante la conferenza stampa che ieri mattina il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, ha tenuto nell'aula consiliare del municipio di Vasto. Un pensiero, quello di Chieffo , condiviso dai colleghi. Basterebbe ha cercato di giustificare il disservizio ma il malumore resta, anche perché non sono arrivate soluzioni.
LA RISORSA DAL SANGRONon ha certo negato la gravità della situazione, il presidente Basterebbe, ma ha puntato il dito contro l'Ersi e la Protezione civile. «Avremmo potuto prendere acqua dal fiume Sangro», ha spiegato Basterebbe, «sarebbe stata potabilizzata e sarebbe quindi arrivata nei comuni. La Protezione civile non ha voluto cedere». Da parte della società che gestisce il servizio idrico non è arrivata alcuna soluzione. Un piano d'emergenza non c'è e questo spaventa ancora di più.
LO STATO DI EMERGENZAFrancesco Menna, nella duplice veste di presidente della Provincia e di sindaco di Vasto, chiede un tavolo regionale urgente sulla crisi idrica al presidente della Regione, Marco Marsilio. «È necessario», afferma Menna, «convocare con urgenza i presidenti delle Province, gli enti d'ambito, Arap servizi, i consorzi di bonifica. I cittadini hanno diritto a delle risposte. È necessario un tavolo prefettizio come quello istituito nel 2017. Da allora ad oggi non ci sono stati altri finanziamenti salvo questo Pnrr che deve essere appaltato quanto prima».
I SINDACIL'esasperazione è tanta unita alla preoccupazione di possibili epidemie o comunque ripercussioni sul piano sanitario. «Nel Vastese», affermano il sindaci di San Salvo, Emanuela De Nicolis, e i colleghi di Casalbordino, Filippo Marinucci, di Gissi, Agostino Chieffo, di Monteodorisio, Catia Di Fabio, di Cupello, Graziana Di Florio, di Furci, Fabio Di Vito, di Pollutri, Luigi Gizzarelli, di Villalfonsina, Mimmo Budano, di San Buono, Nicola Zerra, di Roccaspinalveti, Claudia Fiore, e di Fresagrandinaria, Lino Giangiacomo, «la situazione non è più una questione di carenza idrica, ma di vera e propria emergenza idrica. L’unico sostegno possibile alle popolazioni può arrivare solo dal presidente Marsilio e dalla Protezione civile Regionale che, attivando la relativa procedura amministrativa, accerti e chieda alle autorità centrali, lo stato di emergenza». L’assessore regionale Emanuele Imprudente e la collega Tiziana Magnacca, già da ieri mattina si sono attivati incontrando tutti i gestori della risorsa idrica e la Protezione civile. «Siccità, insufficienza delle sorgenti, inadeguatezza dei rimedi posti in essere dalla Sasi, che continua a non avere un articolato piano emergenziale», proseguono i sindaci, «hanno messo in ginocchio molti comuni a sud della provincia. Il riconoscimento dello stato di emergenza, può costituire un utile presupposto per poter mettere in campo aiuti e azioni, anche in deroga alla normativa vigente, ma che saranno di sollievo alle nostre comunità, tanto più che sembra, dalle comunicazioni che ci sono pervenute, che la situazione purtroppo non dovrebbe migliorare nell’arco di qualche settimana, ma potrebbe perdurare fino all’autunno». Le prossime ore saranno determinanti. Il prefetto pare che abbia intenzione di intervenire già in giornata. Intanto molti turisti hanno lasciato il territorio e altri si accingono a imitarli. I residenti invocano invece l'intervento dell'Esercito oltre che della Protezione civile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA