Acqua, nasce un comitato civico «Vogliamo un servizio migliore»

3 Aprile 2022

Iniziativa di cittadini e consiglieri comunali del Frentano: il 10 e 17 aprile raccolta di firme nelle piazze «Basta con il caro bollette, i sindaci dei Comuni-soci della Sasi controllino su perdite e personale»

LANCIANO. Servizi scadenti con acqua razionata senza neanche avvisare e bollette sempre più care; una gestione definita «non trasparente» del servizio da parte della Sasi e un controllo poco attento dei sindaci-soci. Un gruppo di cittadini e consiglieri comunali dice «basta» e lancia una petizione per avere più controlli e un servizio idrico migliore. Domenica 10 e 17 aprile si raccoglieranno le firme con i banchi allestiti nelle piazze di diversi comuni come Lanciano, Vasto, Ortona, Fossacesia, Casalbordino, Cupello, Colledimacine. «Le consegneremo ai sindaci per far capire che devono vigilare su quanto fa la Sasi», spiega il Comitato, «siamo pronti a consegnarle al prefetto di Chieti».
IL COMITATO«Abbiamo dato vita a un’unione spontanea di cittadini stanchi dei continui disservizi e dei puntuali, e spesso inaspettati, razionamenti dell’acqua da parte della Sasi, stanchi di ricevere bollette sempre più alte e che chiedono ai sindaci di fermare questo disastro con una petizione». È Cristian Borrelli, consigliere comunale di Lama dei Peligni, a spiegare la nascita di un comitato di cittadini che vuole far sentire la voce degli utenti degli 87 comuni gestiti dalla Sasi. Con Borrelli ci sono Renato Settembrini, dell’associazione “Marcianese che vorrei”, Rocco Lucci consigliere comunale di Colledimacine, Vittoria Camboni rappresentante del gruppo “Ortona Sasi Class Action”, Patrizio D’Ercole, Giuseppe Vaccaro consigliere di Casalbordino, Giovanni D’Orsogna Bucci, Daniela Arrizza consigliere di Fossacesia e altri rappresentanti dei comuni di Cupello, Vasto e Castel Frentano. «Siamo aperti ad accogliere altri cittadini e associazioni», spiega il comitato.
LE PROTESTE«Ad Ortona abbiamo disservizi continui», continua Camboni, «e prese in giro con cittadini rimpallati tra Comune, Sasi e persino l’Aca, proprietaria di un serbatoio nella zona Riccio dove la situazione è talmente critica che in molti si sono scavati dei pozzi per avere l'acqua». Non va meglio a Lanciano, con contrade che restano a secco ogni sera da due anni. «Vogliamo attenzione dai sindaci», dice D’Orsogna, «che quando si tratta delle assemblee per il rinnovo del Cda vanno in massa, mentre nelle altre sono la metà. Devono fare controlli, ad esempio sulla ricerca perdite e il personale. La Sasi vanta il recupero di 50 litri al secondo a Vasto con la ricerca perdite avviata anche a Lanciano per centinaia di migliaia di euro, eppure per anni ha buttato in un cassetto un apparecchio per la ricerca perdite avanzato: perché non è stato utilizzato? Il costo del personale poi è passato da 5 ad 8 milioni senza un ingegnere e ben 170 dipendenti; nonostante ciò la Sasi chiede consulenze esterne costate un milione negli ultimi tre anni. Dove sono i controlli dei sindaci?». «Perché non si sono fatti i lavori promessi all’ex amministrazione Pupillo?», chiede Settembrini. «Del raddoppio del serbatoio a Rizzacorno e poi a Marcianese dove la pressione è talmente bassa che non esce l'acqua nei piani alti delle case si sono perse le tracce». Vaccaro pone poi il problema delle strutture ricettive che senza acqua non possono offrire servizi anche minimi ai turisti. D’Ercole chiede infine controlli sui fondi Pnrr che devono essere usati per rifare le reti interne delle città.
LA PETIZIONEE per avere un servizio idrico pubblico migliore, una gestione non disastrosa e un controllo maggiore dei sindaci, il comitato lancia la raccolta firme. Ci sarà domenica 10 e 17 aprile con dei banchi allestiti nelle piazze di diversi comuni e poi sarà lanciata anche sui social.
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