Acqua, sindaci preoccupati per la siccità
Basterebbe (Sasi): anno con poca neve e niente fondi dal Masterplan per il potabilizzatore di Altino
LANCIANO. «Che estate ci aspetta? Avremo acqua a sufficienza? Ci saranno chiusure notturne?». Sono le domande poste dal sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, durante l’assemblea dei sindaci-soci della Sasi giovedì sera. Chiamati ad approvare il bilancio, passato all’unanimità, i sindaci hanno anche chiesto lumi al presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, sulla situazione idrica. Che non è delle migliori. A preoccupare è la crisi idrica che colpisce da anni il Vastese ma che ha ripercussioni anche sugli altri comuni gestiti dalla Sasi. Per far arrivare più acqua a Vasto, la cui popolazione in estate raddoppia con i turisti, infatti, se ne pompa di più dalla sorgente del Verde, provocando chiusure notturne ad Altino, ma anche ad Atessa, Casoli, Archi, Paglieta. «Occorrono progetti che fermino la sete nel Vastese e facciano respirare anche altri Comuni, occorrono i fondi dal Masterplan», ha detto il sindaco di Vasto, Francesco Menna, che ha ringraziato il collega di Altino per la solidarietà dimostrata.
Purtroppo la risposta del presidente Basterebbe non ha rassicurato i sindaci, anzi. «Quest’anno non c’è stata molta neve», ha detto Basterebbe, «ma la sorgente di Fara San Martino sembra poter reggere. Il problema è che non ci sono stati accordati i fondi, circa 25 milioni di euro del Masterplan per la realizzazione di un potabilizzatore ad Altino e il raddoppio della condotta per Vasto. Quindi l’acqua si perde in reti da sistemare. La prossima settimana c'è un incontro con l’Ersi e un altro a Roma, per cercare di risolvere questi problemi. Ad oggi possiamo contare su 6 milioni di euro per le reti idriche che ci permettono di contenere e ridurre sensibilmente le perdite quindi far arrivare più acqua a destinazione. Ma è una soluzione-tampone. Purtroppo le chiusure stanno già avvenendo».
Nello specifico i 6 milioni di euro sono così divisi: 3.100.000 per individuare le perdite e sostituire i tubi nelle condotte principali di Vasto e San Salvo; 700mila euro per la captazione acqua alla sorgente di Surienze a Rosello per l’adduttrice Gissi, San Buono, Furci e alleggerire Vasto e 2.300.000 che erano per 3 rilanci di acqua sulla condotta del Verde nel tratto Fara-Casoli che invece la Sasi destinerà alla ricerca di perdite e riparazioni. «L’impegno c’è tutto», chiude Basterebbe, «ma i miracoli non si possono fare» soprattutto con pochi fondi. Che per il potabilizzatore si credeva arrivassero visto che sarebbe l’unico della provincia che ha l’area industriale della Val di Sangro e tanti turisti in estate.
Infine la Sasi deve anche chiudere la questione dei 12 depuratori sequestrati dalla Procura ad aprile 2015 e poi nel novembre 2016 e ancora sotto custodia giudiziaria dei sindaci. I lavori sono stati fatti, gli impianti funzionano, per il bene anche della qualità delle acque del mare, ma la società non ne è ancora tornata in possesso. (t.d.r.)
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