«Acqua, società pubbliche senza ingegneri idraulici»

30 Settembre 2022

CHIETI. La prima seduta della commissione d’inchiesta sull’acqua si chiude all’insegna delle criticità. «Ne sono emerse tantissime, già in questa prima seduta», dice la consigliera regionale di...

CHIETI. La prima seduta della commissione d’inchiesta sull’acqua si chiude all’insegna delle criticità. «Ne sono emerse tantissime, già in questa prima seduta», dice la consigliera regionale di Impegno civico Sara Marcozzi, che ha chiesto e si è a lungo battuta per ottenere la commissione speciale. Tanti i problemi a cominciare da quelli della carenza idrica a Chieti, città con l’acquedotto più colabrodo d'Italia, con il 71,7% dell’acqua immessa che si perde nella rete. «Nessuna delle sei società di gestione idrica - Aca, Gsa, Saca, Russo, Sasi e Cam - ha un ingegnere idraulico», riferisce Marcozzi presidente di commissione, «un quadro desolante, che certifica l’urgenza di un presidio fisso, in Abruzzo, che si occupi del ciclo dell’acqua. La sola nota positiva riguarda i finanziamenti per la rete idrica che potrebbero garantire una diminuzione drastica delle perdite, con ristrutturazione e digitalizzazione. Tutte questioni su cui torneremo a fare chiarezza da qui ai prossimi sei mesi, il tempo di durata della commissione».
Nella prima seduta della commissione d'inchiesta è stato ascoltato il presidente dell'Ersi Nunzio Merolli. «Sembra incredibile», sottolinea Marcozzi, «ma abbiamo scoperto oggi che nessuna delle sei società di gestione del servizio idrico in Abruzzo ha nel proprio organico un ingegnere idraulico. L’Ersi ne ha uno solo, peraltro, prossimo al pensionamento. Una cosa veramente grave, soprattutto pensando al considerevole numero di dipendenti che queste hanno e, sicuramente, sarà premura della commissione andare a fondo sulla pianta organica delle società di gestione in Abruzzo».
Nel corso della commissione è emersa anche la difficoltà dell’Ersi, l’ente regionale del servizio idrico, a rapportarsi con le società di gestione. Il presidente Merolli ha detto di aver atteso fino a sei mesi per avere tutti i dati contabili dalle società di gestione. E questo nonostante l’Ersi abbia un ruolo sovraordinato e di controllo rispetto alle società di gestione. «È un tempo evidentemente lungo e inaccettabile, che rallenta tutto il lavoro necessario a tutela dell’acqua pubblica», commenta la presidente di commissione. «Voglio infine ringraziare tutti i colleghi commissari e le persone che abbiamo ascoltato», ha concluso la consigliera, «per aver colto il senso con cui ho chiesto l’istituzione della commissione d'inchiesta. L’obiettivo è quello di abbassare le tariffe, limitare al massimo i disservizi e, soprattutto, fare in modo che l’acqua in Regione Abruzzo rimanga pubblica. Solo con questo spirito collaborativo si possono affrontare criticità così gravi e che riguardano tutti. Senza distinzioni». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .