Acqua, verso la carenza del 2007 «Persi altri cento litri al secondo»

La Sasi avvia altri razionamenti per sopperire alla scarsità di prodotto e per dare risposte ai residenti Il presidente Basterebbe: presto convoco i sindaci. Il direttore tecnico D’Ippolito: garantire equilibrio
LANCIANO. Sempre meno acqua, sempre più razionamenti, chiusure notturne e non solo che coinvolgono questa settimana ben 46 comuni e il caldo torrido sono una miscela esplosiva che fanno aumentare disagi e proteste verso la Sasi. La società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni della provincia è sommersa di lamentele anche da parte di alcuni sindaci come Enrico di Giuseppantonio, di Fossacesia, che ha invitato il presidente Gianfranco Basterebbe a promuovere un tavolo con i sindaci del territorio e con l’Ersi per discutere della carenza idrica. «Fossacesia è un comune che vive di turismo, ci sono villeggianti, ma anche attività commerciali, aziende agricole, che soffrono oltre il dovuto la carenza d’acqua», dice il sindaco. «È quindi importante un confronto con la Sasi anche per capire se sono stati stanziati fondi dal Pnrr necessari per eseguire lavori di sostituzione o di rifacimento della rete idrica. Siamo in una vera e propria emergenza e tutti dobbiamo cercare di risolvere definitivamente il problema».
Proposta ben accolta da Basterebbe visto che così può spiegare quanto la Sasi sta facendo per sopperire alla mancanza di acqua in un periodo poi in cui la popolazione sulla costa raddoppia. «Mi sto attivando per organizzare un incontro allargato così come richiesto dal sindaco di Fossacesia», spiega Basterebbe. «Comprendo le proteste dei sindaci, che ringrazio per le ordinanze per il corretto utilizzo dell’acqua potabile, ma oggi la situazione è sempre più preoccupante: le sorgenti, a cominciare dalla più importante, quella del Verde che alimenta l’80 % dei nostri comuni, sono sempre più secche», dice il presidente. E, dati alla mano la sorgente di Fara, con i 4 pozzi accesi da ottobre, ha perso in un mese altri 100 litri di acqua al secondo. Oggi eroga meno di mille litri al secondo, invece ne servirebbero almeno 1.200 per garantire un normale approvvigionamento. Ci avviciniamo al 2007, l’anno nero per l’acqua quando la portata scese a 800 litri al secondo? Senza pioggia e neve sì. Una sofferenza vissuta in particolare da 46 comuni, oltre la metà di quelli serviti dalla Sasi, sia della costa ma soprattutto dell’Alto e Medio Vastese che subiscono chiusure anche dalle prime ore del pomeriggio.
«Questo enorme disagio può essere diminuito solo attraverso l’interconnessione dei sistemi idrici che ci permette di dare più acqua dove manca», spiega il direttore dell’area tecnica Pio D’Ippolito. «Attualmente l’interconnessione è tra Capovallone e il Sinello attraverso una condotta che passa da Rosello a Montazzoli. Un’operazione che stiamo portando avanti con attenzione per aumentare le ore di fornitura agli utenti del territorio dell’alto vastese che vivono una vera emergenza». Un aiuto ci sarebbe poi con il potabilizzatore, che la Sasi realizzerà coi soldi del Pnrr, ma arriverà non prima del 2026. «Nell’attesa stiamo cercando anche attraverso la programmazione delle chiusure di mantenere un certo equilibrio», chiude D’Ippolito, «purtroppo ci sono zone che soffrono più di altre e forse bisognerà chiedere qualche sacrificio in più a chi finora ha patito meno la mancanza d’acqua».
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