Acquabella e Ripari: splendide e inaccessibili

Il caso calette, riserve naturali erose dal mare e con accessi scoscesi e pericolosi Negato l’ingresso anche alla spiaggia dei Saraceni con i lavori iniziati e sospesi
ORTONA. Belle, ma non per tutti. Sono le calette del mare ortonese, scrigni di rara bellezza immersi nel verde della vegetazione e nell'azzurro dell'Adriatico punteggiato in lontananza dai trabocchi, che restano però inaccessibili ai più, in alcuni casi con accessi molto pericolosi e in altri con spiagge a rischio estinzione. E anche quest'anno i problemi emergono a estate ormai conclamata. Partiamo dalle due riserve naturali, Acquabella e Ripari di Giobbe. La prima spiaggia, per la quale non c'è un parcheggio vero e proprio, (bisogna sistemarsi alla bell'e meglio sulla strada), sta scomparendo. In pochi sanno come arrivarci, ma la caletta è stata quasi totalmente erosa dalle acque. Il mare ha divorato la piccola insenatura creando gole sotterranee che stanno minando seriamente anche la tenuta della scarpata di falesia soprastante. Da tempo i residenti auspicano l'inserimento, sotto il livello del mare, di una barriera di scogli che possa salvare la spiaggia e la parete di falesia, pressoché unica nel panorama del litorale frentano. Altra spiaggia per pochi eletti è quella dei Ripari di Giobbe. In questa zona immersa nel verde che degrada su una caletta appartata fatta di piccoli ciottoli bianchi, il problema riguarda l'accesso. Il Comune ha da poco riaperto l'ingresso pedonale costituito da una gradinata in ferro all'inizio della discesa molto scoscesa e una in assi di legno verso la fine. In mezzo a questo percorso che corre ripidamente verso il mare, c'è una vera e propria giungla. Il sentiero è malmesso, a tratti molto inclinato e i pochi passamano in legno, in mezzo ad un covo di rovi e fitta vegetazione, sono pericolosamente traballanti. Ogni passo è un'incognita. Scendere con bambini è quasi del tutto sconsigliabile. Sulla zona è da anni aperto un contenzioso. «Rappresento diversi proprietari di terreni della zona e il titolare di un B&b», racconta l'avvocato Francesco Manfredi, «il problema è garantire l'accesso al mare ai residenti e ai turisti. Chi ha un'attività qui vicino si sente chiedere espressamente dell'accesso libero al mare che non è garantito a tutte le ore ed è molto pericoloso. C'è bisogno di un intervento definitivo da parte dell'amministrazione».
Altro neo è la spiaggia dei Saraceni dove, a causa di lavori in corso iniziati e sospesi, l'accesso alla spiaggia e il parcheggio sono negati. «Questa situazione è vergognosa», denuncia Franco Musa, consigliere comunale di minoranza, «se si fosse previsto scientificamente di lasciare un cantiere in sospeso proprio in questo periodo non ci si sarebbe riusciti. Ci sono stati 10 mesi di tempo per finire i lavori sul fiume, e siamo in queste condizioni proprio d'estate. Quanto ai Ripari di Giobbe la situazione è tale che è meglio chiudere l'accesso per evitare pericolosi incidenti».
Daria De Laurentiis
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