Acquabella, un patrimonio da difendere

Al liceo Marconi di Pescara una conferenza per la tutela e la valorizzazione del promontorio
ORTONA . Una conferenza studio che coinvolgerà docenti, professionisti e studenti vedrà protagonista una delle località più affascinanti di Ortona e d’Abruzzo per storia e bellezze paesaggistiche.
Nell’aula magna del liceo statale Marconi di Pescara, venerdì mattina, a partire dalle 10, si parlerà dell’Acquabella e del suo patrimonio da difendere. L’incontro pubblico, organizzato in collaborazione con Educaform Scuola San Giorgio di Pescara, a partire dall’interesse personale per la tutela e valorizzazione dei beni paesaggistico-culturali e mettendo a disposizione le proprie competenze professionali nonché la variegata ricchezza esperienziale, tratterà la tematica relativa al “Borgo Acquabella: sinergie per la riappropriazione sociale del patrimonio paesaggistico-culturale”. «L’occasione è propizia per acquisire interventi di esperti su come difendere da evidenti mire speculative il Borgo Acquabella e su come disinnescare l’indifferenza sostanziale delle istituzioni preposte», dicono gli organizzatori.
Nei mesi scorsi anche la sezione frentana dell’associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, Italia Nostra, aveva parlato di «edifici demoliti». Lavori regolarmente autorizzati nel borgo marinaro sorto nel 1700 che però «perderemo definitivamente se non verranno presi provvedimenti adeguati» aggiungeva l’associazione.
Negli anni scorsi in queste zone sono stati fatti ritrovamenti anche di oggetti, come ad esempio ancore, a testimonianza di come la località rappresenti un antico punto di approdo, tanto che Ortona e l’Acquabella sono diventati parte di un progetto denominato “Approdi-From Ancient Maritime Routes to eco-touristic destinations”, voluto per valorizzare il patrimonio culturale dell’area adriatico-ionica con la realizzazione di attività di ricerca, promozione e networking e l’implementazione di progetti-pilota in località che si caratterizzano per aver ospitato antichi porti commerciali.
Tornando all’incontro di venerdì, un ulteriore obiettivo è quello di «legare le analisi della situazione ambientale e le idee risolutive che emergeranno circa la devastazione alla quale il territorio circostante è sottoposto, all’emergere di una sensibilità a livello planetario relativa ai processi di gestione del patrimonio paesaggistico-culturale italiano, elaborando un documento di intenti e proponendo iniziative mirate ad una gestione condivisa dei “beni comuni” storico-artistico-architettonici e naturali disponibili sulla costa adriatica e nell’entroterra abruzzese».
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