Acquedotto rotto per sbaglio: città a secco

2 Settembre 2018

Falla durante i carotaggi nella zona del Corso in cui si era aperta la voragine e dove dovevano calarsi gli speleologi

LANCIANO. Una rottura improvvisa della rete idrica nel corso dei lavori di ispezione del sottosuolo di corso Trento e Trieste ha lasciato a secco, per alcune ore, l’intero centro cittadino e le zone di Sant’Egidio, Santa Liberata, Santa Maria dei Mesi, San Iorio, Sabbioni, Rione Fenaroli, Lancianovecchio, Sacca, Civitanova e Borgo. La falla è stata provocata per sbaglio dopo l’avvio del primo di una serie di carotaggi previsti per la mattinata di ieri per verificare le condizioni di stabilità del tratto finale del Corso in seguito alla voragine che si è aperta nei magazzini di due locali commerciali lo scorso 16 agosto. La ditta che sta operando su contenimento e messa in sicurezza della voragine ha ricevuto una mappa dei sottoservizi non aggiornata alle attuali condizioni urbanistiche del Corso. Anche i tecnici della Sasi, intervenuti per riparare la pesante perdita che ha inondato di fango e acqua la parte finale dell’isola pedonale, non hanno potuto dire con certezza se nel punto scelto per il carotaggio passasse una tubatura. Una condizione purtroppo verificata solo nel momento in cui ci si è resi conto di aver perforato la condotta Belvedere che serve rioni e contrade della città.
Ma il pericolo più evidente su cui si è dovuti intervenire in fretta è stato rappresentato dal fluire di una copiosa quantità d’acqua nel terreno, già messo a dura prova dai nubifragi del 22 giugno e 14 agosto che hanno appesantito una situazione idrogeologica precaria nel centro cittadino. Per evitare che l’acqua si incanalasse nel sottosuolo del Corso, dove non si conosce l’esatta diramazione di eventuali canali che partono dalla voragine e per non appesantire la zona di via Corsea, dove è stata recentemente scoperta un’altra voragine sotterranea (leggi articolo a fianco), l’acqua dispersa dalla condotta Belvedere è stata deviata in un canale che porta sotto piazza Plebiscito. Un’operazione che ha richiesto alcune ore.
Sul posto i tecnici incaricati dal Comune, il geologo Luigi Carabba e l’ingegnere strutturale Pasquale Di Monte, il sindaco Mario Pupillo e il vicesindaco Giacinto Verna e i tecnici della Sasi, oltre che una squadra di speleologi che avrebbe dovuto operare ieri mattina. «La perdita (riparata nel primo pomeriggio, ndc)», hanno riferito Pupillo e Verna, «ha accelerato le operazioni di riempimento della voragine programmate per i prossimi giorni. Il primo passo è riempire la parte franata con materiale drenante (circa 150 metri cubi, ndc). Dopo questa operazione di messa in sicurezza dell’area valuteremo come intervenire per sanare i sottoservizi».
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