Acquisti di droghe per somme rilevanti tra Italia e Marocco

9 Ottobre 2019

LANCIANO. Somme importanti si muovevano dall’Italia al Marocco per acquistare la droga. Fulcro dello spaccio era la famiglia marocchina, domiciliata ad Altino, che aveva messo su una fluente...

LANCIANO. Somme importanti si muovevano dall’Italia al Marocco per acquistare la droga. Fulcro dello spaccio era la famiglia marocchina, domiciliata ad Altino, che aveva messo su una fluente attività di commercio di stupefacenti. Al vertice c’erano quattro donne - madre, due figlie e una nipote - che lavoravano in simbiosi e con il supporto di altri soggetti, individuati dai carabinieri di Lanciano man mano che le intercettazioni, telefoniche e ambientali, lo hanno permesso. Non era una vera e propria organizzazione, ma la rete di contatti ricostruita dagli uomini dell’Arma riconduce alle quattro donne che vivevano dei proventi illeciti. In tutto gli indagati sono 25, nove dei quali raggiunti da provvedimenti cautelari.
Domani si terrà l’interrogatorio di garanzia per Samira Falihy, 38 anni, in carcere a Chieti; sabato sarà la volta dei tre agli arresti domiciliari (gli altri 5 hanno l’obbligo di dimora): Vincenzo Mastromauro, 36 anni, domiciliato ad Altino; Giuseppe De Laurentiis, 37 anni, di Roccascalegna; Shuster Hakani, 26 anni, domiciliato anch’egli ad Altino. I quattro sono assistiti, rispettivamente, dagli avvocati Giovanni Enzo Basile, Angelo Manzi, Luigi Marcucci e Giancarlo De Marco. Le indagini, durate nove mesi, sono state condotte dai militari, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, attraverso pedinamenti, riprese video delle aree dove avvenivano le cessioni di droga, monitoraggio Gps delle auto in uso agli indagati, registrazione di conversazioni telefoniche e ambientali tradotte da un’interprete. Negli atti ci sono anche le dichiarazioni di alcuni indagati, che hanno ammesso le cessioni da parte dei quattro arrestati. «Il mio assistito ha un rapporto di conoscenza con la Falihy, ma non c’è prova che lei gli vendesse la droga per spacciare», sostiene l’avvocato Angelo Manzi, difensore di Mastromauro per il quale il procuratore Mirvana Di Serio aveva chiesto il carcere (il gip Massimo Canosa ha disposto i domiciliari in quanto incensurato), «testimoni avrebbero raccontato di aver acquistato “fumo” da lui, ma non ci sono collegamenti con gi altri indagati». Ad Hakan è contestata una cessione di 500 grammi di marijuana; quattro episodi, tra marzo e aprile, alla Falihy: la donna avrebbe ceduto dosi di hashish, 10 grammi per volta, ad assuntori abituali. (s.so.)
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