Ad agosto torna lo sparo dalla torre civica
L’appuntamento delle 12 è fermo da due anni e mezzo. Il cannoncino funzionerà ad aria compressa
LANCIANO. Tornerà ad agosto lo sparo di mezzogiorno. Ma non ci sarà più bisogno di polvere da sparo, fuochini, autorizzazioni varie perché la colubrina, muta da due anni e mezzo, tornerà a segnalare il mezzodì grazie ad un sistema che funziona ad aria compressa. La tradizione, che va avanti dal 1867, tornerà a vivere grazie al progetto dell’architetto Aldo Carosella, andato in pensione il 1° giugno scorso dopo 42 anni di servizio in Comune e ai fondi trovati dall’amministrazione: 2.684 euro.
«Restituiamo un pezzo di storia alla città», commenta l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «grazie ai lavori affidati alla ditta napoletana Cordella Costruzioni Srl per 2.684 euro, per riparare l’orologio e per far sparare di nuovo il cannoncino posto sulla sommità della torre civica». Una spesa minima rispetto ai circa 25.000 euro annui che gli uffici comunali avevano stimato di spendere tra polvere da sparo, fuochini esterni, costo per licenze visto che di fuochini non ce ne sono, burocrazia, norme di sicurezza. «Costi eccessivi soprattutto in questo periodo», rispondeva il sindaco Mario Pupillo a quanti chiedevano il ripristino dello sparo. Anche se lo stesso sindaco assicurava già da novembre scorso, lo studio da parte di Carosella, per far sparare la colubrina ad aria compressa. Sistema che permetteva di abbassare notevolmente i costi ma di superare anche il problema di definire che tipo di “arma” si usava: non il cannone del Gianicolo ma una colubrina data dall’arsenale di Venezia nel 1981 in sostituzione del cannoncino che sparava dal 1867.
«Eravamo titubanti sul fatto che si sentisse meno», riprende Verna, «invece è tutto okay e lo sparo sarà automatico. Saranno anche sostituiti i due martelletti che causano il rintocco orario visto i problemi che ci sono all’orologio della Torre. Contiamo di tornare a sentire tutti i rintocchi dell’orologio e lo sparo a fine agosto».
Una tradizione antica e sentita dai lancianesi che nell’ottobre 2017 dettero vita a un comitato spontaneo che fece una petizione per recuperare lo sparo: 600 firme raccolte in 3 giorni. Il Comitato pur riconoscendo che ci fossero altre priorità aveva sottolineato che lo sparo era «parte della storia cittadina, della identità lancianese. Non un semplice fatto di folklore», aveva scritto il comitato, in cui figurava anche l’ex sindaco Filippo Paolini, sulla petizione. «Da 150 anni segna il nostro tempo e vogliamo tornare a sentirlo».
Già nel 2016 lo sparo aveva subito un adeguamento ai tempi: era diventato automatico e questo permetteva all’unico fuochino abilitato del Comune, Pio Fiore Di Vicenzo, di programmare il colpo, ma sempre mescolando le polveri e salendo i 126 gradini della Torre Civica 4 volte a settimana. Ora invece sarà ad aria compressa e automatico: sistemi moderni per salvare tradizioni antiche.
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