Ad Atessa via libera per l’abbattimento di quaranta cinghiali

Il sindaco Borrelli firma l’ordinanza: così tuteliamo i cittadini E avverte: troppi incidenti, questi animali sono una minaccia
ATESSA. Parte la caccia ai cinghiali ad Atessa. Il sindaco Giulio Borrelli ha firmato una nuova ordinanza per l’abbattimento dei cinghiali nel centro urbano “per la sicurezza e la salute dei cittadini”. L'atto formale ha il parere favorevole dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca animale). I cinghiali da abbattere saranno 40, così come indicato dal comandante della polizia provinciale Antonio Miri. Le zone interessate dalla caccia di selezione sono: zona Discesa Santa Maria, via don Minzoni, via Cavalieri di Vittorio Veneto, Fonte Cicala, San Luca, Capragrassa, San Marco, Cona, Masciavò, Fonte Cicero, torrente Appello, la villa comunale e il quartiere Sant’Antonio. Le modalità di prelievo o abbattimento selettivo saranno effettuate direttamente sotto la responsabilità della polizia provinciale di Chieti, che curerà anche il destino degli animali abbattuti e le attività di monitoraggio sanitario, ma anche che nel corso delle attività di abbattimento siano garantite le condizioni di sicurezza per i cittadini.
L’ordinanza ha una durata di due mesi. La situazione di minaccia per la pubblica incolumità e per la sicurezza urbana, dovuta alla presenza dei cinghiali è stata rilevata anche dall’Ispra che ha espresso parere tecnico favorevole alla attuazione di tutti gli interventi previsti. Dell’adozione dell'ordinanza sono stati informati anche il dipartimento regionale delle politiche dello sviluppo rurale e della pesca e il competente Atc (ambito territoriale di caccia) Vastese. «Si verificano, con sempre maggiore frequenza» scrive il sindaco nell’ordinanza «avvistamenti e incursioni di cinghiali selvatici allo stato brado nel centro abitato di Atessa e, da ultimo, in pieno centro storico. Inoltre, da diversi giorni, è stata segnalata la presenza di un cinghiale di rilevanti dimensioni nella villa comunale, in pieno centro abitato e in un luogo frequentato soprattutto da mamme e bambini. Inoltre, altrettanto numerosi sono gli incidenti stradali causati dagli ungulati, come rilevabili dai verbali degli organi di polizia». «Non bisogna dimenticare» conclude Borrelli «che tali animali sono considerati, per legge, pericolosi e quindi bisogna affrontare tale situazione “eccezionale e imprevedibile” che costituisce una concreta minaccia per la pubblica incolumità e per la sicurezza urbana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

