Addio a Calella, folla alla Trinità

Ai funerali del giornalista anche i lavoratori dell’ateneo d’Annunzio
CHIETI. É arrivato prima anche al suo funerale. Il giornalista che amava arrivare per primo sulla notizia non si è smentito. Sotto una pioggia battente, ieri pomeriggio alla Trinità, il feretro che trasportava la salma di Sebastiano Calella è arrivato con buoni dieci minuti d’anticipo. Tanta la gente intervenuta per l’estremo saluto, in molti costretti a rimanere fuori dalla chiesa sotto l’ombrello.
Tra le facce addolorate dei familiari, dalla moglie Maria Teresa Frizzotti ai figli Marco, Giulio e Paola, sono spuntante anche molte presenze inattese. C’erano, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, il giudice Nicola Valletta, il rettore dell’ateneo di Teramo e neo presidente di Arpa e della nuova Tua, Luciano D’Amico, e l’ex rettore dell’università teatina, Uberto Crescenti. C’erano anche molti giornalisti: dalla carta stampata al web, dal mondo televisivo a quello radiofonico, in tanti hanno testimoniato la vicinanza alla famiglia per la scomparsa del settantenne giornalista ed ex insegnante dell’istituto tecnico “Galiani”. Molti anche i rappresentanti di alcune realtà di cui Calella si era occupato spesso nei suoi servizi giornalistici: il mondo della sanità, quello giudiziario e quello universitario. In particolare, un gruppo di dipendenti dell’ateneo dannunziano, si è radunato davanti alla chiesa con un mega striscione. C’era scritto: “Grazie Sebastiano. I lavoratori Ud’A non ti dimenticheranno”. (a.i.)
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