Addio a chef Saccone «Ha valorizzato la cucina abruzzese»

Alle 15, a Villa Santa Maria, i funerali di Vincenzo, 86 anni La Onlus Falconio: «Se ne va un cuoco con la C maiuscola»
VILLA SANTA MARIA. È scomparso a Roma giovedì sera, a 86 anni, Vittorio Saccone tra i più talentuosi e innovativi chef di Villa Santa Maria. I funerali si svolgono a Villa Santa Maria oggi alle 15. Tra i primi anni Sessanta fino alla fine degli anni Novanta ha legato il suo nome al prestigioso Grand Hotel Excelsior di Roma, oltre ad aver diretto, nel corso degli anni, le cucine di importanti hotel e ristoranti in Italia e all’estero. Un faro per i colleghi contemporanei e più giovani, Vittorio Saccone ha svolto gran parte della sua carriera a Roma (iniziata come aiuto cuoco nel 1952 nella residenza privata dei Barberini) che al culmine lo ha portato al Grand Hotel Excelsior dove è stato chef executive dal 1981 al 1996. Prima dell’Excelsior, anni importanti da Executive (dal 1966 al 1979) al ristorante Le Rally del Grand Hotel di Roma. In mezzo, dal 1979 al 1981, l'importante tappa internazionale a Londra dove ha diretto la cucina del prestigioso Harry’s Bar.
«Vittorio», spiegano alla Onlus Peppino Falconio, «faceva parte della nostra commissione di valutazione che ogni anno individua allievi meritevoli degli istituti alberghieri a cui vengono affidate borse di studio gratuite per il perfezionamento professionale. È una grande perdita per tutto il settore. Se ne va un cuoco con la C maiuscola che con garbo ha portato in alto in Italia e nel mondo, il nome dell’Abruzzo e di Villa Santa Maria. Quando proponemmo a Vittorio», conclude in una nota la Onlus Peppino Falconio, dedicata all’altro grande cuoco di Villa, «di far parte della nostra commissione accettò subito, convinto, come noi, che solo partendo dal miglioramento della formazione nelle scuole si potesse arginare la carenza di vocazione che il mestiere di cuoco sta subendo».
Durante la permanenza nella Ciga (Compagnia Italiana Grandi Alberghi), società fondata nel 1906 a Venezia e dal 1995 passata alla catena Sheraton Hotels & Resorts e che oltre all’Excelsior di Roma ha rilevato strutture del calibro dell’Hotel Danieli di Venezia e del Principe di Savoia a Milano), Saccone ha avuto prestigiosi ruoli a livello internazionale tra i quali: la conduzione del Festival gastronomico di Malta, la direzione della cucina dell’Asta Convention a Rio de Janeiro e la direzione di tre Festival gastronomici all’Hotel Palace di Tokyo. Colleghi villesi raccontano che le ricette di Vittorio giravano da questo a quel ristorante, in un frenetico passaparola che non di rado metteva in difficoltà alcuni cuochi alle prime armi, che di fronte si trovavano un modello da replicare quasi inarrivabile. Votato alla concretezza come solo i cuochi di un tempo sanno essere, Vittorio Saccone amava ripetere "Quello che ci metti, ci ritrovi", a significare l'attenzione maniacale alla qualità delle materie prime, la costanza nell'aggiornamento e la ricerca della professionalità perseguita con incessante passione per tutta la carriera.
Il figlio Stefano ne traccia un commosso ricordo: «Umile chef fuori categoria, padre rigoroso figlio di un'educazione d'altri tempi al quale bastava uno sguardo per metterci in riga, il tuo insegnamento migliore era l'esempio. Uomo di poche parole e mai fuori posto, poca apparenza e tanta sostanza, il tuo ricordo resterà sempre presente e non basteranno queste poche righe per renderti il giusto merito».
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