Addio a Cinalli, il maestro dei parrucchieri

Lanciano. Per oltre 40 anni ha avviato alla professione decine di ragazzi: «Era un grande uomo»
LANCIANO. «Grandissimo professionista, un pioniere del settore, ma soprattutto un grande uomo, un maestro di vita». Così tutti descrivono Vittorio Cinalli, strappato alla vita a 67 anni per delle complicanze dopo un intervento chirurgico a Milano. La notizia della sua morte ieri mattina è stata un fulmine a ciel sereno in città ed è rimbalzata di bocca in bocca e sui social, in un tam tam fatto di incredulità, ricordi, parole dettate dal cuore verso un uomo che ha fatto da “papà” a tanti parrucchieri che oggi lavorano non solo a Lanciano. Cinalli ha fatto loro da guida e ha saputo sempre coccolare i suoi clienti, oltre che stupirli con acconciature e pettinature che hanno precorso i tempi.
Vittorio lo riconoscevi dalla voce pacata, dal sorriso, dai racconti di viaggi fatti anche per lavoro pieni di aneddoti. «Con lui ho imparato questo mestiere, con lui sono stato 15 anni e con lui sono cresciuto», dice commosso Gerardo Vicchiarello, tra i primi a lavorare con Vittorio, «lui ha aperto il negozio a marzo del 1977, io sono arrivato a giugno. Mi ha insegnato il mestiere con passione, ha voluto che io e i miei compagni ci formassimo, seguissimo corsi. Ha lavorato nei teatri, lui che amava l’arte. Era un passo avanti a tutti. È stato il primo portare la sauna, il solarium nel negozio. Era un punto di riferimento per tanti, una persona meravigliosa». «È stato un pioniere nel settore», aggiunge Roberto Giuliani, «è stato anche il primo a dotarsi di una equipe nel negozio. Era un collega, non un concorrente, una grande persona che lavorava anche 12 ore al giorno e sapeva intrattenere rapporti buoni con tutti, anche con le aziende. Diceva che insegnare arricchiva chi avevi di fronte e ti gratificava, e lui è stato un maestro, anche di vita». Cinalli ha tenuto anche corsi di formazione professionale oltre ad accogliere ragazzi alle prime armi con gli stage. «È stato un secondo papà», continua Edmondo Tritapepe anche lui parrucchiere formato da Vittorio, «sono cresciuto con lui. Era creativo, innovativo. Non avevi da lui mai una sgridata ma consigli e tanta fiducia; appena arrivato avevo le chiavi del negozio». Poi ci sono i ricordi di tantissimi clienti. «Pacato e delicato», ricordano alcuni, «era un piacere andare da lui non solo per i capelli, ma perché ti sentivi a casa». Vittorio lascia la moglie Gabriella, la figlia Flavia, il fratello Vito, le sorelle Angela e Loredana. Il funerale mercoledì 21 ottobre alle 15.30 in cattedrale. (t.d.r.)

