Addio a Colanzi, l’ambasciatore d’Abruzzo

L’imprenditore del legno è morto in Bolivia a 85 anni. Il vicesindaco Forte: «Ha dato lavoro a tanti»
VASTO. Le autorità cittadine e gli amici d'infanzia aspettavano il suo ritorno. Ma questa sarà la prima estate in cui Rocco Colanzi non tornerà a Vasto, la sua città natia. L'imprenditore è morto il 24 luglio in Bolivia, la sua seconda patria. Aveva 85 anni.
La notizia della sua scomparsa ha provocato un grande dispiacere in città. Rocco Colanzi, emigrante vastese, lasciò la città nel 1955 insieme al padre Pietro riuscendo a diventare un manager nell'industria del legno. Gli amministratori pubblici Antonio Prospero, Luciano Lapenna, Giuseppe Tagliente e Filippo Pietrocola lo ricordano con affetto.
Ogni estate Colanzi rendeva omaggio ai sindaci che si sono succeduti a Vasto. Fra coloro che lo hanno conosciuto, c'è il vicesindaco Giuseppe Forte. «Rocco Colanzi», ricorda Forte, «abitava nel quartiere Croci. Partì giovanissimo da Vasto per cercare fortuna in Bolivia. Grazie al suo impegno è diventato un grande operatore commerciale nel settore della produzione e della lavorazione del legno. La sua azienda ha dato lavoro a centinaia di persone e lui con il suo impegno ha conquistato il governo boliviano e gli operatori del Sudamerica. La Regione Abruzzo lo aveva insignito del titolo di “Ambasciatore abruzzese nel mondo”». «La sua vita», scrive il giornalista Nicola D'Adamo, «è stata un'avventura fascinosa, piena di sacrifici ed è culminata con la creazione di una grande impresa commerciale a Santa Cruz della Sierra. È il centro commerciale e industriale più importante della Bolivia. Molto legato a Vasto, tornava ogni anno nella sua città».
Sono tante le persone che lo ricordano seduto a un bar del centro storico dove amava rivedere i suoi amici e incontrare i cittadini. Ma Colanzi era anche felice di accogliere e ospitare le autorità e gli amici di Vasto nella sua casa in Santa Cruz. L'imprenditore lascia la moglie Clary Serrate e 5 figli. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna e il vicesindaco Giuseppe Forte hanno espresso il cordoglio dell'amministrazione comunale ai familiari. Tantissimi i messaggi apparsi sul suo profilo Facebook. «Non ha mai smesso di pensare al paese in cui era nato, Vasto e alla sua amata Italia», scrive il genero Edmundo Paz Soldan. C'è tanta tristezza nel messaggio del nipote Sergio Edoardo Colanzi a a cui era legatissimo. Oggi in Bolivia saranno celebrati i funerali. (p.c.)
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