Addio a Conti, era il signore dell’arte

29 Gennaio 2019

Il titolare della galleria Trifoglio in corso Marrucino si è spento all’età di 80 anni. Oggi i funerali a San Domenico

CHIETI. È morto ieri all’età di 80 anni Alessandro Conti, titolare del galleria Trifoglio arte in corso Marrucino e ideatore delle grandi mostre in città. Per tutti era “il signor Sandro”, venuto da Magliano Sabina, in provincia di Rieti, a insegnare l’arte ai teatini. «Chiuso per lutto», recita il cartello sulla saracinesca. Oggi alle 11 nella chiesa di San Domenico al Corso sarà il giorno dei funerali.
Sandro Conti, insieme alla moglie Giuseppina, originaria di Terni, decise di imboccare la via dell’arte proprio a Chieti. Aprì 34 anni fa la sede del Trifoglio in piazza Vico, al piano terra di palazzo Fasoli, e in quei locali si rincorsero le mostre dei grandi nomi dell’arte italiana e internazionale. Poi, fondò anche un’appendice per allargare i confini dell’attività e la platea degli interessati: nacque così l’associazione culturale Trifoglio e Conti ne era il presidente. L’obiettivo era quello di promuovere la cultura nelle sue sfaccettature con mostre, incontri e gite. Di qui, le grandi esposizioni nella galleria e nei luoghi simbolo della cultura abruzzese, con nomi del calibro di Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Ennio Calabria. E poi un’esposizione che resta un successo impresso tra le iniziative del Museo archeologico nazionale d’Abruzzo: “Pop Art. La via italiana. Omaggio a Mimmo Rotella”.
L’ultima grande scommessa del “signor Sandro” è stata quella del trasferimento della sede: mentre il centro si spopola, l’11 novembre del 2017 il Trifoglio ha ridato nuova vita ai locali dell’ex Upim impreziosendo i portici di corso Marrucino con la sferzata di arte. Per festeggiare, Conti ha scelto una mostra collettiva dei grandi maestri dell’arte contemporanea come Mario Schifano, Tano Festa, Michelangelo Pistoletto, Pino Procopio e Francesco Musante. «La galleria Trifoglio resta un punto di riferimento culturale per tutti gli amanti dell’arte», aveva detto, «attraverso mostre dei grandi maestri contemporanei organizzate non solo nei propri spazi espositivi, ma anche in prestigiosi musei nazionali ed europei».
Una passione per l’arte lunga una vita. E anche di più: ora al timone della galleria di corso Marrucino c’è la figlia Micaela.
Negli ultimi 9 anni, l’unica dipendente è stata Daniela Saraullo: «Una persona acculturata, di grande caratura morale, gentile, di poche e misurate parole. Mi trattava come una figlia e mi trasmetteva tanta stima. È una perdita grave per la nostra città. Ho ricevuto tantissime telefonate da parte di clienti e di artisti: tutti apprezzavano il suo operato per la città. Era un tipo poco attento alle frivolezze e tanto alla sostanza e questo non è un luogo comune».
Tra i messaggi di cordoglio, quello del Kiwanis club: «Amico e socio speciale di grande spessore umano e culturale». (p.l.)