Addio ad Argentieri, ex preside e politico

È morto a 93 anni: insegnò al Galiani, fu consigliere comunale e provinciale della Democrazia cristiana
CHIETI. Nell’epoca d’oro della Democrazia cristiana a Chieti ha ricoperto ruoli di prestigio, svolgendo importanti incarichi al vertice di organismi pubblici. È morto ieri a 93 anni, nella sua abitazione di via XXIV Maggio, nei pressi della villa comunale, Enrico Argentieri, ex uomo politico ed ex preside, con lui se ne va un’altra personalità di spicco della classe dirigenziale teatina della seconda metà del secolo scorso.
Ai tempi dello strapotere gaspariano, Argentieri, pur non rappresentando un antagonista del potente ministro democristiano, seppe ritagliarsi un ruolo improntato a una certa autonomia. Nato a Vasto, dopo gli studi al liceo classico e la laurea in Scienze politiche, Argentieri inizio la sua carriera nel mondo della scuola insegnando inglese all’istituto tecnico Ferdinando Galiani. In seguito divenne preside alle scuole medie di Ripa Teatina. Nel frattempo la passione politica lo aveva portato ad essere eletto consigliere sia in Comune che in Provincia. In entrambe le istituzioni ricoprì il ruolo di capogruppo della Dc.
Argentieri faceva parte anche della direzione provinciale del partito. Ricoprì anche la carica di presidente del Consorzio di bonifica e dell’Arpa, quando l’azienda regionale del trasporto pubblico, ora Tua, aveva ancora la sede regionale e un’importante presenza in città.
«Era un uomo di grandissima cultura», dice l’amico ed ex consigliere comunale Gabriele Salvatore, «per me è stato un secondo padre. È stato lucido fino alla fine. Ha trascorso una vita in buona salute fino allo scorso aprile, quando ha accusato un malore nel giorno di Pasqua. Mi è stato vicino, consigliandomi, anche nella mia esperienza politica. Dalla politica di oggi, però, si sentiva abbastanza distante. Ricordava, invece, volentieri i tempi della grande Democrazia cristiana, prima della crisi di Tangentopoli».
«Credo che per lui la politica sia terminata con la fine della Democrazia cristiana», aggiunge Giampiero Perrotti che da ex caposervizio del quotidiano il Tempo e residente nella stessa palazzina di via XXIV Maggio, lo aveva seguito da vicino, «è stato un uomo di spessore che ha contribuito a scrivere la storia del nostro Abruzzo, oltre che della nostra città».
I funerali si terranno questa mattina alle 10 nella chiesa della Trinità. Ci saranno la moglie Margherita Desiderio, anche lei insegnante in pensione, e i due figli Rinaldo, prefetto di Matera, e Maurizio, dirigente della Banca d’Italia a Padova. (a.i.)
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