Addio al comunista Cacciagrano

3 Aprile 2020

Sindacalista alla Iac, fu consigliere comunale dal 1975 al 1980

CHIETI. Ateo convinto, avrebbe voluto una cerimonia funebre laica. Ma ai tempi del coronavirus non ha potuto avere neanche quella. L’ex consigliere comunale del Partito comunista, Dante Cacciagrano, si è spento ieri nella casa del figlio, Pietro, a Chieti Scalo. A stroncarlo, a 80 anni, un mix di problemi cardiaci e tumorali. Per l’orazione funebre aveva già incaricato Mirta Sciocchetti, ex vicesindaco all’epoca di Francesco Ricci. A Chieti Scalo Dante Cacciagrano è stato per decenni un punto di riferimento. «Operaio, consigliere comunale, uno dei capi storici delle lotte alla Iac», lo definiva in questo modo un articolo dell’Unità del 1979, ricordando la sua attività da sindacalista all’interno dell’azienda tessile scalina. Era un trascinatore e anche per questo fu eletto in consiglio comunale dal 1975 al 1980. In molti ricordano ancora un suo comizio svolto all’interno della chiesa di San Martino. Era cresciuto nella zona delle cinque palazzine di via Amiterno, dove fu molto attivo per la promozione del comitato che riuscì a ottenere diversi servizi che mancavano in quell’area. E lì, nel anni ’70 e ’80, animava stabilmente la vita sociale. Era anche un pescatore e nel 1980 si classificò 37° al campionato nazionale di pesca, risultando primo tra gli abruzzesi, record che aveva detenuto per un ventennio. Quando rientrava dalla pesca con gli amici, si accordava con l’ex bar Amiterno per la logistica e le bevande, e friggeva il pesce in uno spiazzo accanto a bar, chiamando a raccolta tutto il quartiere. «Nonostante fosse ateo», ricorda l’amico consigliere comunale Marco Di Paolo, «partecipava abitualmente alla rappresentazione pasquale della Passione di Gesù. Lo faceva perché amava ritrovarsi con gli amici del quartiere».