Addio al costruttore Riccardo Marrollo

13 Giugno 2022

I figli: «Una vita da uomo libero e per la sua terra». Ha dato lavoro a migliaia di famiglie, portò a Vasto Enrico Mattei

VASTO. Il suo ultimo sguardo è stato per i figli che gli sono rimasti accanto fino alla fine, poi ha smesso di lottare. L’imprenditore Calogero Riccardo Marrollo è morto all’alba di ieri nella sua casa di via Murolo. Da mesi lottava con una malattia che lo aveva divorato. Aveva 88 anni. Per i figli Antonella, Gianfranco, Daniela, Angelo e Sabrina una perdita enorme. Un dolore immenso che un destino beffardo ha voluto si ripetesse a distanza di quindici anni esatti dalla morte della madre, Franca Pellegrini, scomparsa il 13 giugno 2007. La malattia aveva costretto da un anno l'imprenditore a diradare eventi e manifestazioni. Ma ha sempre vissuto il suo calvario con estrema discrezione e dignità. Chi lo conosce racconta che negli ultimi tempi la sofferenza era insopportabile, eppure lui rassicurava gli altri. «Ha lottato fino all'ultimo come un leone», hanno confermato i figli. La notizia della sua scomparsa ha suscitato grande cordoglio a Vasto e a Scerni, suo paese natale, ma anche nella vallata del Trigno e del Sangro dove aveva creato lavoro per centinaia di persone. Negli anni ’80 le aziende di Marrollo contavano 800 dipendenti. La camera ardente è stata allestita nel salone della sede di Confindustria Vasto-AssoVasto in corso Mazzini. Tante le autorità che hanno voluto omaggiare l'imprenditore. Fra i primi a raggiungere la camera ardente, Gennaro Strever, presidente della Camera di commercio Chieti-Pescara, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, e il direttore di Asso Vasto, Giuseppe La Rana. Tutto il mondo industriale e dell'associazionismo. Rotary e Lions si sono stretti alla famiglia. Marrollo era un innovatore che guardava al futuro. Ha speso gran parte dei suoi anni per far crescere le aziende da lui create e far prosperare la sua amata terra.
IL PERSONAGGIO
Era nato a Scerni il 21 marzo 1934, paese a cui era rimasto profondamente legato e del quale rivendicava con orgoglio le origini. Diplomato all’istituto agrario di Scerni, aveva mosso i suoi primi passi imprenditoriali durante la ricostruzione post-bellica fondando la sua prima azienda nel 1955. La sua tenacia e curiosità lo hanno portato in breve a guadagnare la fiducia delle primarie istituzioni italiane e a diventare uno dei primi subappaltatori dell’Eni. Sotto la guida e l’amicizia di Enrico Mattei, si occupò della realizzazione di molti dei principali metanodotti italiani. Visionario ed innovatore, collaborò a numerosi progetti di sviluppo industriale e di ricerca principalmente nei campi delle costruzioni, dei sistemi idraulici, dell’eco-sostenibilità e dell’economia circolare, ben prima che alcuni di questi termini acquisissero l’importanza attuale. Tante le cariche ricoperte. È stato presidente di Confindustria Chieti, presidente di Confindustria Abruzzo e membro del consiglio direttivo nazionale, socio fondatore del Rotary Club Vasto e governatore del distretto Rotary 2090.
L’IMPEGNO NEL SOCIALE
Marrollo fece suo il motto rotariano “L’umanità è il nostro impegno”, credendoci con forza, ispirando gli altri, coinvolgendo mondi distanti tra di loro in numerosi progetti benefici nazionali ed internazionali. Progetti di cui si occupava personalmente contribuendo con le sue spiccate doti di progettualità, concretezza, entusiasmo per la vita, onestà ed estrema generosità. «Nostro padre», hanno detto i figli, «è stato questo e tante altre cose. Ha vissuto una vita da uomo libero, con le radici ben salde nella sua amata terra, la schiena dritta e la testa sempre in alto. Come i contadini che lui tanto ammirava, nei giorni di sole ed in quelli di pioggia. Ne sentiranno la mancanza tutti coloro che lo conobbero e lo stimarono. Per noi sarà un vuoto incolmabile».
IL RICORDO
«Se n'è andato un pezzo di storia dell’imprenditoria abruzzese», ha detto commosso il segretario regionale dell'Udc, Enrico Di Giuseppantonio. «Le nostre strade si sono incrociate spesso ed era sempre l’occasione per immaginare con lui lo sviluppo dell’Abruzzo e avere la dimensione di quanto amasse l'Abruzzo. Era un uomo estremamente generoso e tanto simpatico. Era un piacere parlare con lui di sviluppo e crescita».
IL COMMIATO
La camera ardente resterà aperta anche oggi per tutta la mattina. Nel pomeriggio il corteo funebre raggiungerà alle 15,30 la chiesa di Santa Maria Maggiore per la celebrazione delle esequie a cui parteciperanno tantissime personalità che arriveranno da fuori città e da tutta la regione. Ad officiare il rito funebre sarà il parroco don Domenico Spagnoli.
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