Addio al dottor Madonna: sanità in lutto

12 Febbraio 2022

L’ex primario di Anestesia e rianimazione all’ospedale di Grosseto aveva origini teatine: è morto a 70 anni per un infarto 

CHIETI . Il mondo della sanità è in lutto per la morte del dottor Roberto Madonna, 70 anni, ex direttore dell’unità operativa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Medico in pensione, ha costruito una importante carriera professionale in Toscana, ma è sempre rimasto legato alle sue origini abruzzesi. Nato a Chieti nell’agosto del 1951, ha trascorso parte della sua infanzia a Lama dei Peligni, paese da cui il papà è poi partito alla volta di Roma per lavorare come insegnante.
A 26 anni Madonna è arrivato a Grosseto dove poi si è stabilito definitivamente. Sempre con un pensiero sempre al suo Abruzzo, in cui tornava spesso. Il decesso, arrivato dopo essere stato colpito da un infarto mentre era in auto, ha lasciato tutti sgomenti. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo, Madonna è morto proprio in quell’ospedale dove per anni hanno apprezzato le sue doti umane e professionali. «Era molto legato alle sue origini», racconta il sindaco di Lama dei Peligni, Tiziana Di Renzo. «Partecipava anche alle attività che facevamo in estate e seguiva la compagnia teatrale del posto essendo lui un grande appassionato. Una persona di cui si sentirà la mancanza». In paese aveva ristrutturato la casa di famiglia al civico 5 di via Calata Cannella e sarà sepolto proprio nel cimitero di Lama dei Peligni, dopo i funerali in programma stamattina alle 10 nel duomo di Grosseto. Madonna lascia la moglie Maria, i figli Giuseppe e Lorenzo.
In Toscana si è affermato professionalmente, tanto da aver ricoperto per due volte il ruolo di presidente dell’Ordine provinciale dei medici di Grosseto. Era anche un appassionato di storia, di arte e come detto di teatro, mondo che lo ha visto impegnato in diverse rappresentazioni. «Un soggetto poliedrico, di cui tutti hanno bei ricordi. Lascia un grande vuoto», è il ricordo dell’amico e collega Maurizio Carresi, «era una persona straordinaria». (a.s.)
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