Addio al professore D’Ottavio: trovato morto in un capannone

Il docente dell’istituto Mattei si è tolto la vita con un fucile da caccia vicino a casa dei genitori a Liscia Il preside Fuiano: «Dolore immenso per la nostra scuola». Il sindaco Di Santo: «Un gesto inspiegabile»
LISCIA. Si è tolto la vita con un fucile da caccia ed è stato ritrovato in un capannone vicino alla casa dei suoi genitori, a Liscia. Daniele D’Ottavio, insegnante di 54 anni, originario del piccolo paese ma da tempo viveva e lavorava a Vasto, è stato ritrovato senza vita ieri, intorno all’ora di pranzo.
Non era sposato e insegnava Informatica e laboratorio all'istituto di istruzione superiore “Enrico Mattei” di Vasto. Sconvolto e incredulo il dirigente scolastico, Nino Fuiano; profondamente addolorato il sindaco di Liscia, Antonio Di Santo. La procura di Vasto ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia. I funerali saranno celebrati in paese non appena arriverà il nulla osta. Il 54enne non ha lasciato messaggi e non sono ancora chiari i motivi che lo hanno spinto a togliersi la vita.
LA TRAGEDIA
Il rumore secco di un colpo di fucile ha squarciato la quiete del piccolo borgo di Liscia. Così, ieri mattina, la madre di D’Ottavio si è accorta della tragedia che era avvenuta nel capannone attiguo alla loro casa. Quando la donna ha raggiunto la rimessa, ha trovato il corpo del professore senza vita e immediatamente sono scattati i soccorsi. Sul posto è sopraggiunto anche un elicottero del 118 da Chieti. Il velivolo ha raggiunto Liscia in una manciata di minuti, ma al loro arrivo i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Il colpo di fucile al petto ha provocato un’emorragia che in pochi minuti è stata fatale per il 54enne.
«FULMINE A CIEL SERENO»
La morte di Daniele D'Ottavio ha provocato un profondo dolore in paese e a Vasto, poiché nessuno dei suoi conoscenti si sarebbe mai aspettato un gesto così estremo da una persona pacata e razionale com’era l'insegnante. L'uomo non era sposato ma non risulta stesse facendo i conti con particolari problemi economici. Il suo carattere riservato lo ha portato a tenere per sé il motivo che lo ha portato a togliersi la vita. «Ne io ne gli altri residenti di Liscia potevamo aspettarci una tragedia simile», dice Antonio Di Santo sindaco del piccolo paese del Vastese montano che conta circa 650 anime. «Daniele è sempre stato una persona molto garbata e riservata. Cresciuto qui a Liscia, insegnava e viveva a Vasto. La sua professione gli piaceva molto. Della sua vita privata non parlava. Amava molto Liscia e appena poteva tornava a trovare i genitori. In estate veniva più spesso, in inverno veniva soprattutto durante il fine settimana. Quando mi hanno riferito la notizia è stato davvero terribile. Sono ancora sconvolto. Daniele era una bravissima persona. Abbraccio forte i suoi genitori e il fratello», dice il sindaco Di Santo senza riuscire a nascondere la commozione.
IL DOLORE DELLA SCUOLA
Nel pomeriggio di ieri la notizia della morte di Daniele D'Ottavio è arrivata anche all’istituto superiore Mattei, dove lavorava il professore. Una notizia terribile per i colleghi e per il dirigente d'istituto, il professor Nino Fuiano. «Ho sperato a lungo in un caso di omonimia», dice il professor Fuiano, «la conferma della morte del docente di Informatica e laboratorio ha fatto sprofondare tutti nel dolore. Professionalmente era una persona ineccepibile. Umanamente era una persona sempre ben disposta. Non era estroverso ma la sua riservatezza era una virtù. Esprimo a nome mio e di tutti i docenti le condoglianze alla famiglia che sta vivendo un momento dolorosissimo».
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