Addio al Santissima Immacolata

Guardiagrele, vertice della verità tra sindaco, Asl e Regione: spariscono ricoveri e pronto soccorso
GUARDIAGRELE. Si è svolto mercoledi sera l'atteso incontro dedicato al futuro del locale ospedale Santissima Immacolata, tra i sindaci dei Comuni del distretto sanitario di Guardiagrele, capitanati dal primo cittadino guardiese Simone Dal Pozzo, l'assessorato regionale alla sanità e il direttore generale della Asl teatina Pasquale Flacco.
«In Regione» spiega Dal Pozzo «abbiamo portato la nostra proposta-delibera, condivisa dagli altri sindaci e inviata da tempo alla Asl e alla Regione, frutto di un intenso lavoro svolto sia in commissione sanità che in consiglio comunale».
Il primo cittadino, evidenzia che nel corso dell'incontro il direttore generale Asl Flacco ha illustrato le due delibere in corso di adozione che fanno seguito alla sfavorevole sentenza del Consiglio di Stato. «Dopo aver ribadito che l'ospedale di Guardiagrele è stato chiuso nel 2010 dalla programmazione del commissario Gianni Chiodi» afferma Dal Pozzo «è stato annunciato il progressivo blocco dei ricoveri per i 12 posti letto di medicina e geriatria a partire dal prossimo 1 marzo e il provvisorio potenziamento da 20 a 25 posti letto della lungodegenza».
Dal Pozzo, precisa poi che il pronto soccorso, che continuerà a funzionare h 24, diventerà Punto di Primo Intervento e manterrà lo stesso personale attualmente in servizio. «I pazienti che vi si recheranno» spiega Dal Pozzo «qualora necessario un ricovero, non potranno però più averlo a Guardiagrele, ma saranno trasferiti in altri presidi idonei. Per le urgenze, sarà garantita la stabilizzazione del paziente, sempre in vista di un trasferimento per un eventuale ricovero. Le altre attività e i servizi, saranno assicurati, cosi come pure il mantenimento del personale, attualmente in carico a Guardiagrele».
Dal Pozzo, evidenzia poi che, alla delibera della Asl, che sarà presto adottata, farà seguito un altro atto programmatorio che inizierà il processo di riconversione del presidio, in vista di un potenziamento delle dotazioni e dei servizi del Distretto. Su questo atto, resta aperto il confronto in fase di programmazione, anche con riguardo alle dotazioni di posti letto territoriali di residenzialità e riabilitazione.
«La scelta di bloccare le attività di ricovero per acuti» osserva Dal Pozzo «fa perdere al nostro presidio il connotato di ospedale e costituisce un fatto traumatico per la città e per il territorio. Esprimo rammarico, perchè questa decisione parte da una sentenza del giudice amministrativo, ma sono convinto che si poteva percorrere una strada diversa che abbiamo tentato di imporre, e non da oggi, con la forza dei nostri argomenti. Su questa strada» aggiunge il sindaco «desideriamo proseguire la collaborazione avviata in questi mesi con le forze presenti in consiglio comunale, con l'auspicio che nessuno ceda a tentativi di speculazione che, non farebbero altro che indebolire le successive fasi del confronto». Dal Pozzo, ricorda quindi, di aver sostenuto la proposta di mantenere posti letto per acuti nell'area medico geriatrica, partendo dalla constatazione dei dati sul numero di abitanti, sulla necessità di dare assistenza alla popolazione anziana, sul fatto che non è necessario tagliare ulteriori posti letto e sulla funzione di compensazione alle carenze dei presidi maggiori. La nostra proposta condivisa con tutte le forze consiliari e i sindaci» conclude Dal Pozzo «contiene le richieste e le esigenze del territorio. Su queste continueremo ad incalzare Asl e Regione. Continuiamo a pensare che l'ospedale di Guardiagrele debba svolgere un ruolo significativo nella riorganizzazione dei servizi sanitari». (g.i.)

