Addio all’urologo Zezza Aprì il Centro calcolosi

CHIETI. Andrea Zezza se n’è andato per sempre. «Un treno a tutta velocità che si è fermato», dicono colleghi e amici del noto urologo molisano da sempre attivo in città. Aveva 65 anni. Era come un...
CHIETI. Andrea Zezza se n’è andato per sempre. «Un treno a tutta velocità che si è fermato», dicono colleghi e amici del noto urologo molisano da sempre attivo in città. Aveva 65 anni. Era come un treno Zezza perché, oltre alla sua normale attività ospedaliera, fin dal 1998 lavorò per la creazione di un’unità operativa per la cura della calcolosi, proseguendo pure con la sua attività nel sindacato nazionale dei medici e anche all’interno della D’Annunzio, in seno alla commissione paritetica dove siedono insieme ospedalieri e universitari. «Avevo 27 anni quando l’ho conosciuto. Lui ne aveva 36. È stato il mio maestro. Seguì il mio lavoro di tesi sulla calcolosi», ricorda il collega e amico storico Michele Nicolai, anche lui urologo del Santissima Annunziata. E che con Zezza condivise, dapprima da giovane allievo, una cooperazione comune: «Specialmente negli ultimi 4 anni abbiamo lavorato insieme nel Centro calcolosi urinaria della Asl Chieti, di cui Andrea era il responsabile. Sino a dare vita, più di tre anni fa, alla relativa unità operativa specifica, la prima in Abruzzo». Ma negli ultimi due anni il medico è stato colpito da un male contro cui non c’è stato nulla da fare. Domani si svolgeranno i funerali. Lo stesso giorno in cui due anni fa ebbe inizio l’agonia dell'urologo: «Proprio il 19 dicembre del 2014 scoprimmo la malattia», continua Nicolai, «nel momento in cui Andrea avrebbe potuto iniziare a godersi del tutto la sua unità operativa». Con il collega Lello Tenaglia, invece, Zezza condivise anche i momenti della sua giovinezza: «Eravamo a Roma nel ’72, ci conoscemmo durante il nostro percorso universitario, io da assistente volontario e lui da studente. Gli consigliai di venire qui a Chieti e così arrivò in città sul finire degli anni Settanta», ricorda Tenaglia, «lo portai con me qui, dove lo raggiunsi dopo il suo arrivo. E fummo i primi in Italia, in Abruzzo e poi in città, a permettere l’apertura di centri specializzati anche nella “litotrissia”, tutt’oggi il trattamento curativo di prima scelta per la calcolosi delle vie urinarie. Poi il Centro per la cura della calcolosi a Chieti, con i primi macchinari in assoluto interamente fissi». Gli importanti contributi alla ricerca di Zezza sono oggi così ricordati anche dal manager Asl Pasquale Flacco: «Abbiamo perso un ottimo professionista. Assai apprezzato per le sue capacità di medico, ma soprattutto amato dai pazienti per la sua affabilità e la sua profonda umanità». Conoscenti e amici si stringono, in questo momento, alla famiglia del professionista, i figli Riccardo e Daria e la moglie Sara. I funerali, domani, si svolgeranno alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Agostino. (e.r)
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