Addio cliniche, l’urlo di Febbo e Di Primio

Villa Pini e Spatocco a Pescara: il forzista va in procura e il sindaco scrive a D’Alfonso quando i giochi sono già fatti
CHIETI. A buoi fuggiti, la politica tuona. Quando ormai il trasferimento dei 170 dipendenti di Villa Pini è bello che fatto, con tanto di pazienti spostati e posti letto persi, la politica locale scende in difesa della città.
Si sono mossi in due, entrambi del centrodestra, il sindaco Umberto Di Primio (Ncd) e il consigliere regionale Mauro Febbo (FI). Quest’ultimo decide di presentare un esposto in Procura a Pescara sui “trasferimenti misteriosi”. Di Primio, invece, si rivolge direttamente al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, e gli chiede di “sospendere” una cosa che dovrebbe essere già conclusa. Infine, il Consiglio comunale teatino ha da tempo in programma una seduta straordinaria da organizzare sui problemi della sanità con l’assessore regionale Silvio Paolucci, fissata ieri per mercoledì 20 gennaio.
Eppure il decreto Lorenzin sulla riorganizzazione dei posti letto per acuti, che ha determinato la serie di trasferimenti dalle cliniche private, è di prima dell’estate. Ed è da dopo l’estate che si è iniziato a parlare della necessità di spostar fuori Chieti e fuori provincia i reparti di Medicina e Chirurgia di Villa Pini e della Spatocco. Tutto questo mentre l’ospedale civile è quasi al collasso, come dimostrano le barelle in corsia documentate in questi giorni. E riapparse ieri sera anchea Neurologia. L’ESPOSTO DI FEBBO. Alla base dell’esposto di Febbo c’è la segretezza degli atti inerenti il trasferimento. «Altro che casa di vetro», sbotta il consigliere regionale che è anche presidente della commissione di vigilanza, «l’Abruzzo continua a essere la Regione dei misteri anche su temi sensibili come la sanità. Ancora una volta perciò mi sono visto costretto a presentare un esposto alla Procura per fare luce su quanto sta accadendo in questi giorni sull’asse Chieti – Pescara - Città Sant’Angelo».
Febbo poi solleva pure un’altra obiezione: se i posti letto sono assegnati su base provinciale, come è possibile trasferirli, pur all’interno di uno stesso gruppo imprenditoriale (Pierangeli, Spatocco e Petruzzi), da una provincia all’altra? «Visto che non è possibile conoscere gli atti ufficiali che mi vengono costantemente negati», continua il forzista, «nonostante le numerose richieste, sminuendo e mortificando il mio ruolo di consigliere regionale nonché di presidente della commissione di vigilanza, considerato che non mi è ancora possibile leggere il contenuto del fantomatico decreto numero 4 (che sarebbe stato firmato nei giorni scorsi dal commissario ad acta D’Alfonso) e di cui non c’è traccia neanche sul web, ho dovuto nuovamente, per far valere i miei diritti e quelli degli abruzzesi, rivolgermi alla Procura perché a quanto pare è l’unica strada percorribile di fronte a tale modo di agire».
DI PRIMIO A D’ALFONSO. Nella lettera a D’Alfonso, il sindaco chiede di sospendere ogni decisione «in merito al provvedimento con il quale viene autorizzato il trasferimento di posti letto per acuti dalle cliniche Spatocco e Villa Pini di Chieti presso altre strutture situate a Pescara e Città Sant’Angelo».
Di Primio sottolinea il danno socio-economico per Chieti e tutto il circondario e quello per l’offerta di prestazioni sanitarie del territorio. Il sindaco rimarca pure come tale scelta creerebbe un pericoloso squilibrio tra offerta e domanda di prestazioni sanitario-assistenziali e ricadrebbe in termini negativi sulla attività del SS. Annunziata, «già alle prese con problemi di insufficienza di posti letto e carenza di personale in alcuni reparti».
Il sindaco chiude chiedendo a D’Alfonso di convocare istituzioni ed operatori per condividere con il territorio, mediante un confronto sereno, la migliore soluzione.

