Addio De Pasquale, una vita nella pallavolo

Volley in lutto: il segretario Fipav si è spento a 61 anni. È stato grande sostenitore del Chieti calcio
CHIETI. Mario De Pasquale, “Attila” per i suoi tanti amici, non ce l’ha fatta a sconfiggere il mostro che l’aveva assalito, così come era accaduto al suo grande amico Clelio Spanò, di cui aveva raccolto il testimone, anzi la croce della sofferenza dovuta al male. Croce che ha portato come simbolo di speranza, capace fino all’ultimo di sfidare e negare il buio perché altri possano credere ancora nella luce. È morto la notte scorsa all’ospedale di Chieti dove era stato costretto a ricoverarsi per l’aggravarsi del male. Avrebbe compiuto tra pochi giorni, il 31 luglio, 61 anni.
Mario era un uomo di sport, appassionato dei colori neroverdi del Chieti, al punto da essere un punto di riferimento per tanti tifosi. L'altro suo grande amore era la pallavolo: prima giocatore, ai tempi d’oro del volley teatino; poi competente e appassionato dirigente, come segretario della Fipav Abruzzo; infine arbitro, con la soddisfazione avuta quando già il male lo aveva colpito, di essere nominato arbitro benemerito. Per quella nomina ci fu gran festa, con tutto il popolo della pallavolo, non solo regionale, che si strinse attorno a lui. Non c’era attività sportiva locale che non lo vedesse pronto a dare il suo contributo di grande appassionato. L’enorme cordoglio di queste ore, quando si è sparsa la notizia della sua morte - i funerali si tengono oggi, alle 16, nella chiesa di Madonna degli Angeli) - ha reso il giusto onore ad “Attila”, gigante dal cuore d’oro, disponibile e generoso, con una carica coinvolgente di passione e simpatia. Facebook è stata letteralmente inondata di tanti messaggi, di foto a testimonianza di episodi vissuti sui campi dello sport o nei momenti felici con gli amici di cui sempre si è circondato. Negli ultimi mesi, da quando il male lo aveva colpito, ma di certo non aveva spento la sua voglia di esserci, di aprirsi al prossimo senza far mai pesare quel che lui doveva sopportare, nella sua abitazione era un via vai di amici, colleghi di lavoro, personaggi dello sport teatino, e a tutti Mario riservava una foto, che pubblicava sul web a formare un prezioso album che rimarrà davvero a memoria di un uomo eccezionale, che ha dato fino all’ultimo lezioni di coraggio e di grande dignità. Sia di conforto tutto questo per la moglie Concetta, per i suoi figli Domenico e Federico, ai quali va il cordoglio della nostra redazione.
Gino Di Tizio
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