Addio Odorisio, eri il campione buono

16 Febbraio 2016

Muore d’infarto a 60 anni durante un congresso medico. Era radiologo a Pescara, un grande di Rodrigo e Birra Moretti

CHIETI. Addio numero 8, campione buono e grande della Birra Moretti e della Rodrigo. Nando Odorisio aveva sessant’anni. Un infarto lo ha colpito ieri mattina a Roma durante un congresso medico.

Si era tolto la giacca, il radiologo Odorisio, perché sentiva caldo. Subito dopo si è accasciato ed ha chiuso gli occhi per sempre mentre chi gli era accanto cercava invano di salvarlo e di capire chi fosse perché i documenti erano rimasti nella giacca. Solo in tarda serata la notizia è arrivata a Chieti come un pugno nello stomaco della grande famiglia del basket cittadino, quello degli anni gloriosi della serie A2, delle sfide epocali contro i rivali pescaresi e dei palazzetti stracolmi quando ogni canestro era un boato di gioia.

Su quel parquet, Nando Odorisio era il campione buono. Il più generoso di tutti. Era ancora un ragazzino pieno di talento quando divenne campione d’Italia. Impossibile non ricordare quei giovani che con lui conquistarono il tricolore, Dante Anconetani, Gianni Di Cosmo, Franco Di Martino, Gianfranco Cavassini, Marco Fraticelli, Massimo Cinalli e il pivot Posata. Poi l’ingresso in prima squadra, dal 1973 al ’78, cinque campionati entrati nella storia del basket teatino. Nando c’era. I primi due con la maglia della Birra Moretti, gli altri con la Rodrigo, quattro in B e uno in serie A2. Sempre con la maglia numero 8, e quello sguardo buono. Gli ultimi anni da atleta li ha trascorsi a Pescara e infine a Ortona, prima di farsi male ad un ginocchio e di cominciare un’altra partita, quella del medico radiologo che lo ha portato a lavorare all’ospedale Spirito Santo di Pescara, a sposarsi e ad avere due figli. Ma per Chieti, la sua città, quella del papà Vincenzo, della mamma Mara, che non c’è più, del fratello Mauro, ufficiale della Guardia di Finanza e della sorella, Nando Odorisio resta il campione buono. «Con lui ho trascorso un’infanzia bellissima», è il commento di Gianni Di Cosmo che racchiude in poche e sincere parole l’essenza della scomparsa: «Nando era generoso nella vita e in campo. Sapeva giocare con il cuore, questo è il vero valore dello sport. E’ una notizia che mi rattrista moltissimo», conclude il presidente della Proger che con Odorisio condivise quell’eccezionale vittoria che regalò a Chieti e a un gruppo di ragazzi il titolo italiano. Addio Nando, addio campione buono. Ora sei tornato accanto a Sandro come in quelle foto in bianco e nero. Tu con l’8, lui con l’11. Odorisio e Leombroni di nuovo insieme.