Addio Pollice, pilastro della Dc Ha dedicato la vita alla Sanità

Dalla sua Gamberale all’esperienza politica in prima linea nel governo della Regione Abruzzo Tanti anni vissuti per la medicina, la cura delle persone più fragili e l’impegno da amministratore
CHIETI. Un medico in trincea, un esponente di spicco della Democrazia cristiana e paladino dei deboli e degli ultimi. Il professor Filippo Pollice, scomparso ieri a 89 anni, era tutto questo. Un punto di riferimento della Democrazia cristiana, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ma soprattutto primario e docente universitario. Era conosciuto in Abruzzo non solo per i suoi incarichi politici, che dal piccolo comune di Gamberale (dove era nato il 9 aprile 1933) lo portarono fino alla Regione.
«Ha percorso con ferrea volontà, semplicità ed onestà tutti gradini della vita politica», ha detto il presidente della provincia di Chieti, Francesco Menna, «domani (oggi per chi legge, ndr) dalle ore 12 sarà allestita la camera ardente nella sala del consiglio provinciale di Chieti. A nome mio, dell'intero consiglio provinciale e di tutta la Provincia di Chieti rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze ai suoi familiari».
UNA VITA PER LA MEDICINA
Pollice era uno specialista in psichiatria e neuropsichiatria infantile. Ha esercitato la professione di medico condotto per 15 anni a Gamberale, Pizzoferrato, Rivisindoli, San Giovanni Teatino: è stato medico ospedaliero a Tocco Casauria, direttore del dipartimento di Salute mentale di Chieti-Orortona e presidente della Usl di Lanciano. Ma la sua carriera partì dall’esperienza come medico in trincea, perché esercitare la professione a Gamberale, paese di circa 300 abitanti sulla parte orientale della Maiella, significa essere in servizio 24 ore su 24. Anche quando la neve ostruisce le strade e gli ospedali più vicini si trovano a chilometri di distanza, come Atessa e Lanciano. E Pollice era solo (come ha scritto in un suo libro, “Le ricordanze e le speranze tra il dire.. E il fare”, pubblicato nel 2019) ad affrontare tutti i casi e le malattie con il solo obiettivo di salvare le vite umane. Per Pollice fu un’esperienza che lo segnò per tutta la vita e lo spinse a entrare in politica con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini di tutta la vallata del Sangro. E da semplice consigliere comunale di Gamberale arrivò fino a uno scranno in consiglio regionale, e poi anche in giunta.
PILASTRO DELLA DC
Tra le altre cose, Pollice fu consigliare e assessore provinciale alla Sanità, componente della commissione interministeriale Handicaps del Ministero Affari sociali. Consigliere eletto nel 1985 e nel 1990 e assessore regionale al Turismo, Sport e Lavoro. Fu anche presidente dell’Adsu e dell’Omni.
Esponente di spicco della Democrazia Cristiana, molto legato all’ex ministro Remo Gaspari, a Police si dvono leggi regionali importanti, come quella sulla prevenzione degli handicap, prenatali e neonatali, l’organizzazione degli interventi socio assistenziali per i minorenni, il piano sanitario regionale e anche la legge sulle pari opportunità tra uomo e donna. Grazie alla sua esperienza professionale sviluppò una grande capacità di interpretare la medicina in chiave territoriale: porta la sua firma l’istituzione del primo centro regionale glaucoma a Chieti e fu tra i primi ad attivare gli screening di massa per le malattie dismetaboliche in Abruzzo. Lascia la moglie Elsa e la figlia Maria Laura per raggiungere in cielo il figlio Rocco, tragicamente scomparso il 17 gennaio 2014 a 44 anni. Anche quest’ultimo si era specializzato in psichiatria, proseguendo lungo un solco già tracciato dal padre che dedicò gli sforzi maggiori proprio alla salute mentale. Ai giovani allievi che si avvicinavano alla professione medica, in particolare alla psichiatria e alla neuropsichiatria infantile, Filippo Pollice ripeteva la stessa frase che lo ha accompagnato per tutta la vita: «Lavorate per il bene degli altri».

