Addio prefettura? No, per Di Primio il rischio non è reale

1 Novembre 2015

CHIETI. Il sindaco smentisce tutti, nell’ordine il capo di Gabinetto del ministro Alfano, i sindacati Cgil, Cisl e Uil ed il Comitato cittadino che ha riportato da Roma brutte notizie sulla...

CHIETI. Il sindaco smentisce tutti, nell’ordine il capo di Gabinetto del ministro Alfano, i sindacati Cgil, Cisl e Uil ed il Comitato cittadino che ha riportato da Roma brutte notizie sulla prefettura di Chieti. La spedizione al Viminale, cioè alla fonte della notizia, è servita per confermare il piano d’accorpamento con Pescara. Il piano esiste, riguarda 23 prefetture. Ma c’è chi ha detto il contrario. Sentitosi tirato in ballo, Umberto Di Primio ha replicato con questa nota che pubblichiamo a futura memoria.

«Il capo di Gabinetto Lamorgese è prefetto di grandissima qualità ma non è lei deputata a riferire su quali siano le scelte politiche e gli accordi che possono intercorre tra il governo e i rappresentanti politici del territorio.

Nonostante il Pd e lo stesso premier vogliano fortemente la riduzione delle prefetture, ancora questa mattina (ieri, ndr) il ministro Alfano, che comunque incontrerò la prossima settimana, mi ha confermato che non c'è alcun provvedimento di chiusura delle prefetture di Chieti e Teramo. Esiste la bozza contro la quale tutti noi ci siamo dichiarati; ciononostante, il ministro mi ha personalmente rassicurato, testimoni i parlamentari abruzzesi di Ncd con i quali mi sono riunito questa mattina (sempre ieri, ndr), che su di essa sta lavorando ad una soluzione alternativa. Per ora il provvedimento è congelato. Domani l'onorevole Tancredi parlerà della cosa direttamente con Lamorgese, presente ad un incontro di Tancredi con Alfano e il ministro Madia in cui si convenne di trovare soluzioni alternative alla chiusura. In conclusione, bene ha fatto Lamorgese a rappresentare ai sindacati lo stato attuale delle cose ma è altrettanto vero che come amministrazione comunale, come rappresentante politico della città, insieme ai parlamentari che sostengono la posizione e a tutti quanti potranno contribuire a raggiungere l'obiettivo, continuerò a battermi perché sia stralciata dal decreto la proposta di accorpamento e ciò non per una mera difesa campanilistica della prefettura di Chieti ma perché mancano i presupposti che la legge prevede per poter effettuare l'accorpamento».